La manifestazione
Botte e minacce: il padre-padrone va a processo
Sotto accusa per pugni e schiaffi ai familiari: in un caso avrebbe urlato «T’ammazzo» alla figlia davanti alla nipotina
VIAREGGIO. Il padre-padrone, accusato di botte, minacce di morte e vessazioni ai familiari, in particolare a moglie e figlia, finisce a processo. Il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca Alessandro Trinci ha accolto la richiesta di giudizio immediato fatta dalla pm Paola Rizzo nei confronti di un uomo che avrebbe tormentato la famiglia, a parole e con l’uso della violenza.
Fino alla denuncia della figlia, esasperata per l’ultimo episodio in cui sarebbe stata minacciata di morte davanti alla sua bambina.
L’episodio che ha portato a questo, e che secondo la figlia arrivava dopo anni di tormenti, è avvenuto a settembre, in una casa di un Comune della Versilia. Che non specifichiamo per tutelare le vittime della vicenda.
Tutto nasce, racconta la figlia ai carabinieri, da una banale lite su un frigorifero. Pare che il padre, così ricostruisce la donna, voglia spegnerlo perché consuma troppo. Lei si oppone e scoppia la litigata. Ci sono delle situazioni pregresse, l’uomo vuole che la figlia se ne vada di casa.
Come in tutte le situazioni di questo genere, il nervosismo fa sì che uno dei due – in questo caso lei – si allontani sbattendo la porta. Ma il padre, sempre stando alla ricostruzione della donna, la insegue fino in camera e comincia a picchiarla. In testa e su tutto il corpo. Poi prende una bottiglia di vetro piena, la colpisce con questa e le urla, davanti alla nipotina: «T’ammazzo». La donna riesce a divincolarsi e a chiamare i carabinieri prima di finire al pronto soccorso.
Ai militari viene dipinto un quadro fosco: la madre viene costantemente umiliata, schiaffeggiata e in un caso colpita con un posacenere. Anche il fratello, in una circostanza, viene preso a pugni dal padre fino a svenire. Dopo la denuncia della figlia, assistita dall’avvocato Fabrizio Miracolo, il giudice ha deciso l’allontanamento forzato da casa dell’uomo. Che a febbraio sarà processato.
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