Sicurezza
Perdite del 30% per le categorie che il governo non ha chiuso
Dai prodotti per la pulizia ai libri, a tutto quanto si trova in cartoleria: poca gente in giro, acquisti prudenti e poca disponibilità economica
viareggio
«L’altra volta ce la facevamo. Questa volta no», racconta senza fare sconti alla realtà Maria Teresa Pigolotti, del negozio “Pro Shop” aperto da 11 anni in via Frati, punto di riferimento per quella cosa che proprio cercavi e non trovavi altrove quando si tratta di sanitari, detersivi, biancheria della casa (al momento non vendibile). «C’è tanta incertezza tra la clientela e anche noi acquistiamo i prodotti poco alla volta. Insomma si va là là...». Con un calo della vendita stimabile «intorno al 30%».
Tra chi è stato escluso dal Governo dalla chiusura per lockdown ci sono le cartolerie. Brunello Volpe da una vita è al timone della Cartoleria Centrale di via Sant’Andrea: «Stiamo diventando i dispensatori di cose che non si trovano altrove e costano poco. Penso per esempio alle buste per corrispondenza. Finiremo per diventare con i vecchi rigattieri, dove si va a cercare l’impossibile». Anche le vendite pre ripresa dell’anno scolastico hanno subito una brusca frenata: «Le famiglie non avevano consumato il materiale acquistato l’anno prima. E per tutti c’è un contenimento della spesa: è un momento davvero particolare. Io sto facendo gli ordini nuovi, ma anche in questo settore c’è da combattere con la moda dell’acquisto on line». Anche per Volpe la perdita stimata si aggira «intorno al 30%».
Lockdown non significa automaticamente più libri da leggere, racconta amareggiato Fabrizio Tosi, riferimento per gli appassionati che fanno riferimento alla storica libreria “La Vela” di via Garibaldi. «Siamo di fronte ad una produzione molto intensa di titoli molto belli rispetto agli altri anni, ma scarseggiano i lettori. In giro non c’è nessuno. E non si può ignorare il problema economico: a Viareggio si vive di turismo e se tutto è fermo ne risentono gli acquisti. Ho clienti che hanno già speso per fare dei regali annunciando che era l’ultima volta perché di denaro non ne hanno più». Un fenomeno, quello della scarsissima vendita di libri, che sembra colpire maggiormente le realtà di provincia: «I miei clienti nelle grandi città», conclude Tosi, «mi raccontano che da loro va meglio». —
d.f.
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