Il Tirreno

Versilia

Il paradosso del negozio di Riccardo Ravenni 

«Inutile restare aperti se la pesca è vietata»

Roy Lepore
«Inutile restare aperti se la pesca è vietata»

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l’Sos

Riccardo Ravenni, titolare del negozio di articoli sportivi “Blue Shark” aperto di recente in via Coppino in Darsena, chiede che possa essere permessa la pesca, che da quando la Toscana è stata inserita in zona rossa è attività vietata.

«È inutile che ci consentano di rimanere aperti – dice Ravenni – La tipologia di articoli che mettiamo in vendita è considerata attività sportiva, quindi è ancora possibile; al contempo è vietato andare a pescare. In questo modo è difficile sperare di poter avere dei guadagni. I pescatori infatti vengono in negozio per le esche: non potendo pescare è ovvio che non viene nessuno, quindi stare aperti è solo una rimessa».

«Le distanze per evitare i contatti di solito ci sono per chi pratica questa attività – prosegue Ravenni – e, quindi mi pare che possano essere rispettate le misure di sicurezza: ecco perché sinceramente non comprendo, come del resto anche gli altri colleghi, questi divieti».

Il problema che ha posto Ravenni viene sollevato anche da tutti i circoli di pesca sportiva, quindi è un argomento che sta facendo discutere. Gli interessati sperano che in questo caso il Governo, o quanto meno la Regione stessa, possa in qualche modo rivedere le disposizioni attuali.

«Quando la Toscana era in zona arancione un po’ lavoravo, in questa fase invece sono pessimista sul fatto che le cose possano migliorare, se non cambierà qualcosa a breve».

Uno sfogo, quello del commerciante, comune a tanti altri che stiamo raccogliendo durante questo periodo di emergenza legata al coronavirus. —



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