Il Tirreno

Versilia

dal giudice  

Danneggia auto di una collega Condannata un’impiegata

LUCA TRONCHETTI
Danneggia auto di una collega Condannata un’impiegata

Sette mesi all’addetta alla cancelleria del tribunale smascherata dalle telecamere  mentre per due volte graffia la carrozzeria della vettura di una cinquantenne

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VIAREGGIO

Danneggia la vettura di una collega di lavoro parcheggiata in piazzale San Donato a Lucca e viene condannata a sette mesi di reclusione con la sospensione della pena condizionata al risarcimento del danno. Imputato e vittima del reato, costituitasi parte civile nel procedimento penale, sono dipendenti del medesimo ufficio: il tribunale Galli Tassi. La condanna per danneggiamento viene pronunciata dal giudice Alessandro Dal Torrione nei confronti di Antonietta Borriello, 54 anni, originaria di Torre del Greco e residente a Viareggio. La donna si è difesa sostenendo di non aver commesso il fatto. Ma ad inchiodarla ci sarebbero dei filmati acquisiti dalle telecamere della polizia municipale che si trova proprio sul retro del palazzo di Giustizia dove parcheggiava la macchina la cinquantenne vittima del danneggiamento.

Borriello era finita sotto processo per tre diversi episodi avvenuti nel periodo maggio-luglio 2018, ma per uno degli episodi contestati è stata assolta perché non è stata raggiunta la prova. Ad incastrarla, stando all’accusa, i filmati delle telecamere esterne dei vigili urbani che si affacciano proprio sul piazzale San Donato. Dalle due immagini più nitide si vedrebbe l’impiegata che uscita da lavoro si dirige verso l’auto della collega e si avvicina come a toccare la carrozzeria. La proprietaria della vettura infatti rileva dei graffi evidenti come se qualcuno avesse utilizzato un temperino, una chiave, una spilla o un piccolo chiodo. Il motivo del danneggiamento? Ascoltata dal giudice la parte offesa non ha saputo indicare con precisione la causa sostenendo di aver buoni rapporti con tutti all’interno del tribunale. Unico riferimento la sua testimonianza in un altro processo, con sentenza marzo 2019, che vedeva imputata la stessa Borriello. Nell’occasione l’ex ausiliario giudiziario dell’allora sezione distaccata di Viareggio, poi addetta alla cancelleria penale del tribunale di Lucca venne condannata dal giudice Stefano Billet a 3 anni di reclusione per truffa ai danni dell’amministrazione dello stato e false attestazione. Cadde invece il reato di peculato. Per l’impiegata, che è in attesa del processo d’Appello e lavora ancora in tribunale, era scattata l’interdizione temporanea dai pubblici uffici applicabile però solamente al termine dell’iter giudiziario e quindi al pronunciamento della Cassazione. Nei confronti dell’impiegata, tra l’altro, la procura aveva chiesto una pena più mite: un anno e mezzo di reclusione con i benefici. E su quella vicenda il giudice Billet aveva trasmesso gli atti al pm per verificare la posizione di altri due colleghi della Borriello che, a suo giudizio, avevano cercato di favorirla timbrando il badge per lei coprendola e commettendo il reato di falsa testimonianza. —



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