Il Tirreno

Versilia

Ristoratore mette a disposizione 200 piatti caldi gratuiti: "Ecco perché lo faccio"

Luca Basile
Ristoratore mette a disposizione 200 piatti caldi gratuiti: "Ecco perché lo faccio"

Il gesto di solidarietà del titolare di un ristorante della Versilia, un'oasi culinaria con vista su Querceta

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SERAVEZZA. «Sabato 21 novembre passate da me: ci sono 200 porzioni di pasta e patate gratis». La firma in calce ad un messaggio scarno e splendido al tempo stesso è quella di Gaio Giannelli, titolare, anima e cuore del ristorante Pozzo di Bugia, oasi culinaria con vista su Querceta.

Giannelli, alla pari dei suoi colleghi, vive la crisi innescata dal Covid sulla propria pelle, ma ha deciso di guardare oltre, di darsi da fare. Per gli altri. «Ho scorte alimentari a sufficienza perché non dovrei dare una mano a chi ha bisogno di un piatto caldo e un po’ di conforto, non solo a parole, in questo momento? Ho così pensato di mettermi a disposizione nella cosa che so fare meglio: cucinare. A partire da questo sabato e poi sempre per i sabati successivi fino a tutto dicembre, salvo imprevisti, garantirò a chi ne fa richiesta un piatto caldo, un po’ di contorno e se riesco anche qualcosa da bere. Non faccio niente di eccezionale, semplicemente mi metto a disposizione della comunità perché da questa pandemia, così devastante sotto ogni punto di vista, ne possiamo uscire solamente tutti insieme. Intanto comincio con queste 200 porzioni di sabato prossimo e poi vediamo come va: chi ha bisogno mi contatti o faccia direttamente un salto al ristorante. Nel rispetto delle distanze e di ogni prescrizione prenderà le sue pietanze per poi andarsene a mangiare a casa propria. Se sono l’unico, fra i ristoratori a proporre una cosa del genere? Preferisco pensare di essere il primo: molti fra miei colleghi hanno un gran cuore e sono certo che in qualche modo si metteranno, anche loro, a disposizione di chi ha bisogno più di altri».

Il momento è brutto, prosegue Giannelli: «C’è tristezza, paura. C’è anche la consapevolezza che perdurando questa situazione verranno meno anche le certezze di arrivare con dignità a fine mese. E allora dobbiamo provare a reagire, a fare e a dare qualcosa. In privato, grazie alle persone che collaborano con me, mi potranno contattare anche quelle persone che hanno problemi a muoversi per disabilità o altro e a queste persone porteremo le porzioni per il pranzo a domicilio. A dirla tutta – prosegue Giannelli – avrei preferito evitare di scrivere quel post su Facebook perché la solidarietà, per come la vedo, si fa senza ostentare, ma con il semplice passaparola non sarei arrivato al numero di famiglie a cui potrei dare una mano. E allora ben venga che se ne parli: in molti mi hanno scritto per ringraziarmi, per testimoniarmi la loro stima: fa piacere, mi inorgoglisce, ma penso che ognuno di noi, nel suo piccolo può dare qualcosa di concreto agli altri. Perché come ho detto, da soli, da questa emergenza sanitaria così dolorosa, non se ne esce. Aiutiamoci. Supereremo, tutti insieme, anche questo difficile momento». 

 

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