Il Tirreno

Versilia

L’incontro tra librai alla Lungomare 

Tre libri che sanno di futuro tra economia e spiritualità

d.f.

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la storia

Prima domenica senza cappuccino e brioche seduti comodi al bar, con le quattro chiacchiere di rito. Ma per chi non rinuncia a far lavorare le meningi, ecco che c’è un luogo - lungo la Passeggiata di Viareggio - che vale la pena di visitare. Libreria Lungomare, dove Marco Antongiovanni ha esposto le “pale” del carro “Beata ignoranza”, Carnevale 2020, a firma di Roberto Vannucci. Tre i libri rappresentati dal carrista, tre libri che oggi sanno di futuro: Divina Commedia, Il Capitle di Marx ed il Kamasutra. A spiegarne il significato è un non viareggino che di cultura vive per storia personale e di famiglia. «L’uomo ed il cielo, la Divina Commedia; l’uomo e la terra, Il Capitale; l’uomo e l’uomo, nel senso del suo simile, nel Kamasutra. Da questi elementi il mondo deve ripartire dopo la pandemia, argomenta Francesco Zuccarello, libraio a Sant’Agata Militello, in Sicilia, e da ottobre insegnante all’Istituto “Marconi” di Viareggio.

Incontro tra librai ai tempi del virus con l’idea di una possibile collaborazione ed un parlare di letture che in tempi di immagini ed iper connettività da pandemia trasforma la libreria Lungomare quasi in un non luogo dal quale osservare il mondo che scorre all’esterno come si fosse altrove.

«Abbiamo avuto una grande estate», racconta Antongiovanni che con la famiglia ha trasformato la libreria in un punto di incontro anche per uno spuntino veloce: «Pensare che abbiamo dovuto smettere di fare i panini, perché non ce la facevamo...», continua il libraio viareggino mentre allunga lo sguardo alla Passeggiata vuota, con i vigili della Municipale viareggina che fanno avanti e indietro. Tre mesi appena, eppure sembra tutto un altro mondo.

A riportare alla realtà e ricordare come è andato il 2020 ci pensa il cartello del fuori uso sul bancomat dal quale era possibile prelevare qualsiasi valuta. Il servizio è chiuso ovunque nel mondo in pandemia, dove non si viaggia più per turismo. Ma - è il motto di antongiovanni - «l’alta cultura, l’analisi politica e la riscoperta dei rapporti sentimentali saranno il nostro futuro dopo il virus». —

d.f.

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