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Tavolo sull'economia in Provincia: «Ampliare i destinatari degli indennizzi»

donatella francesconi
Tavolo sull'economia in Provincia: «Ampliare i destinatari degli indennizzi»

È la voce di Prefettura e Provincia di Lucca che hanno dato vita ad un confronto permanente sulla crisi in atto

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VIAREGGIO. «Dobbiamo unire le forze per dare risposte a livello territoriale attraverso una rete di sportelli di ascolto per assicurare il massimo grado possibile di coesione sociale»: sono le parole del Prefetto di Lucca, Francesco Esposito, particolarmente attento al disagio di famiglie e categorie precipitate nel secondo lockdown senza paracadute. Basti pensare a chi ha fatto la stagione non a pieno e, dunque, non ha diritto alla disoccupazione; a chi il lavoro lo stava cercando e non lo troverà; ai redditi di quelle famiglie che si basano anche sui “lavoretti” dei figli che con quanto ricavato si pagano gli studi; a chi lavora al nero e con la Toscana in zona rossa non avrà di che giustificare gli spostamenti e dunque perderà il lavoro. A tutti coloro, insomma, che di punto in bianco non mettono più insieme il pranzo con la cena. E non hanno nemmeno diritto ai fondi del Governo, come accade - per esempio - alle attività commerciali aperte nel 2020.

Ed è proprio per tutti questi motivi che dal tavolo sull’andamento economico della provincia di Lucca, voluto dalla Prefettura e dall’amministrazione provinciale, arriva la richiesta di «ampliare la platea dei beneficiari degli indennizzi, basandosi anche sul fatturato del periodo». L’incontro ha visto la partecipazione dei sindaci del territorio, dei rappresentanti delle associazioni di categoria, ma anche di Confindustria, dei sindacati, di Abi Toscana e dell’Inps.

«È importante avere occasioni come questo tavolo di confronto – commenta il presidente della Provincia, Luca Menesini – perché ci permette di mettere a fuoco i reali bisogni del territorio de individuare quelle che sono le migliori soluzioni. Si tratta di momenti di confronto che intendiamo proseguire. È molto importante il dialogo con Inps e Abi, poiché ci permette di analizzare e monitorare la situazione economica del territorio, cercando così di individuare le azioni da mettere a punto per salvaguardare l’economia della provincia di Lucca».

Il quadro rappresentato dai rappresentanti del mondo bancario è preoccupante: «Dal raffronto dei dati riferiti al periodo dall’inizio della pandemia ad oggi è emersa una forte crescita dei depositi bancari in provincia, pari al doppio dell’andamento regionale, che sembrerebbe direttamente collegata agli effetti della crisi che ha prodotto una riduzione di investimenti da parte di imprese e famiglie, dovuta al quadro generale di incertezza che frena attualmente la domanda di beni e servizi». Non è detto, però, che quanto “immobilizzato” oggi torni a far “girare” l’economia alla fine del secondo lockdown». —

donatella francesconi

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