Il Tirreno

Versilia

A messa con la certificazione, ma catechismo soltanto da casa

A messa con la certificazione, ma catechismo soltanto da casa

Le disposizioni e le raccomandazioni dell’Arcidiocesi col passaggio in zona rossa: ecco che cosa si può e cosa non si può più fare da oggi in chiesa e in parrocchia

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VIAREGGIO. A messa con il modulo dell’autocertificazione in tasca, catechismo a distanza, stop alle visite ai malati, sì alle opere di carità ma rispettando le norme anti-covid. Con il passaggio della Toscana a zona rossa cambiano, anche se non di molto, le regole che dovranno osservare i fedeli. L’Arcidiocesi di Lucca le ha sintetizzate così alle comunità parrocchiali.

A messa con l’autocertificazione

Per ciò che riguarda le messe, sia feriali che festive, restano in vigore le disposizioni anti-contagio vigenti da maggio: numero contingentato di presenze nelle chiese, distanziamento, mascherina, igienizzazione mani. Si aggiunge però l’obbligo per i fedeli di avere con sé l’autocertificazione per giustificare lo spostamento alla chiesa più vicina alla propria abitazione. Per le messe festive resta molto raccomandato il sistema di “segnalazione di presenza” attivo sul sito internet diocesano. Per le messe feriali, ove non è in uso il sistema di “segnalazione di presenza”, sono da rispettare le suddette disposizioni anti-contagio. Resta possibile organizzare anche incontri di preghiera, ma sempre nel rigoroso rispetto delle regole, come anche celebrare il sacramento della riconciliazione in spazi ampi, ben areati, e con mascherine correttamente indossate.

Catechismo, comunioni e cresime

Catechismo, doposcuola e incontri formativi invece vanno trasferiti a distanza. Per le Prime Comunioni e le Cresime formalmente non è previsto alcun obbligo di sospensione, soprattutto se si prevede la divisione dei ragazzi in piccoli gruppi scaglionati di domenica in domenica. Tuttavia si rimanda la decisione, di effettuarle o rimandarle, al dialogo tra parroco e genitori.

Visite ai malati e ai morti

Sono da sospendere - raccomanda la diocesi - le visite ai malati, eccezion fatta per i parroci chiamati a portare il Viatico e l’Unzione degli Infermi nell’imminenza della morte. Per le esequie tutti i parroci sono chiamati a celebrarle solo nella Liturgia della Parola – per contenere i tempi e semplificare i riti – richiamando i presenti alle norme anti-covid.

Carità e volontariato

«Le attività caritative vanno continuate in ogni modo, vista la grave situazione sociale: si presti massima attenzione alle misure anti-contagio e si sostituiscano possibilmente i volontari anziani con persone più giovani. Il tutto - prosegue la Diocesi - avvenga secondo le indicazioni di Caritas diocesana. Gli incontri degli organismi di partecipazione e di governo (consigli pastorali, gruppi di catechisti…), come gli incontri formativi per adulti, si svolgano a distanza».

Da sospendere subito

Sono da sospendere tutte le seguenti attività “in presenza”: la libera frequentazione degli ambienti oratoriani; l’attività di bar e circoli; la concessione degli spazi parrocchiali a terzi; gli spettacoli teatrali e i concerti; le prove dei cori parrocchiali; le feste, le gite e le uscite di vario tipo; gli sport di contatto e gli allenamenti sportivi di squadra e di contatto; i mercatini e le pesche di beneficenza.


 

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