Il Tirreno

Versilia

il caso 

A Forte mercato deserto fra timori di controlli, paure e polemiche

Gabriele Buffoni
A Forte mercato deserto fra timori di controlli, paure e polemiche

Dal presidente Lorenzoni critiche al Comune «I cartelli fatti mettere agli ingressi sono intimidatori e spaventano i clienti»

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Forte dei Marmi

La rotonda pedonale di Piazza Marconi praticamente deserta, le transenne che delimitano il percorso tra le bancarelle del mercato del mercoledì a Forte dei Marmi costellate da agenti della polizia municipale ad ogni ingresso, pronti a verificare i documenti dei pochi avventori nei paraggi. Il primo giorno in cui la Toscana è passata ad essere una regione di categoria arancione è coinciso proprio con il giorno di mercato e le nuove norme - con l'apertura ai soli residenti e domiciliati nel Comune di Forte - hanno provocato uno spopolamento non tanto (o meglio, non ancora) tra gli ambulanti quanto tra i clienti. «Chi ha registrato venti euro di incasso è da ritenersi fortunato - racconta Nevio Lorenzoni, presidente del Mercato del Forte - in questo modo non ha alcun senso presentarsi: noi ambulanti abbiamo delle spese per allestire il banco, a partire dai dipendenti che diversi di noi hanno e che devono essere pagati indipendentemente dalle vendite effettuate. Con queste limitazioni però, e l'atteggiamento intimidatorio dei vigili e di tutta la cartellonistica che è stata disposta intorno alla piazza, non si è avvicinato nessuno».

La disperazione dunque serpeggia tra gli esercenti del mercato, facendo posto anche all'amarezza e alla rabbia contro «una legge che come tale va rispettata ma che colpisce i vari centri in modo completamente diverso: un conto - dichiara Lorenzoni - è limitare l'accesso ai mercati ai soli residenti di grandi città oppure a quelle più piccole ma popolose come Viareggio o Camaiore dove comunque c'è sufficiente giro di persone da permetterci di lavorare, ben altra cosa invece è sbarrare l'ingresso in piccoli paesi come Forte o Seravezza. Ampliare il permesso di frequentare questi piccoli mercati ai residenti dei comuni vicini, almeno ai quattro comuni della Versilia storica, potrebbe essere una soluzione semplice e di grande aiuto per tutti noi. Francamente se le condizioni resteranno queste è difficile prevedere quanti ambulanti decideranno di presentarsi ai prossimi mercati».

A ribadire la criticità della situazione anche il presidente di Anva Toscana Nord Leonetto Pierotti e il responsabile Claudio Del Sarto. «Per i mercati settimanali siamo già in lockdown - è il loro appello accorato - per questo chiediamo che anche le attività su area pubblica delle zone arancioni rientrino nei contributi a fondo perduto che spettano a quelle delle zone rosse. Il divieto di spostamento tra comuni è stato il colpo di grazia per i mercati, soprattutto per quelli infrasettimanali. E questo - concludono i dirigenti di Anva Toscana Nord - a pochi giorni dal pagamento delle tasse».

A Forte dei Marmi poi il malumore si estende anche ai cartelli disposti dal Comune intorno a piazza Marconi che si concludono con la dicitura "saranno eseguiti controlli". «Sono intimidatori - dichiara Nevio Lorenzoni - so di diversi clienti, che magari non sono residenti qui a Forte ma vivono comunque da tempo nel comune, che non sono venuti al mercato proprio per paura di finire multati. Eppure - conclude - non ho visto cartelli simili nelle vie del centro. Ancora una volta evidentemente ci sono commercianti di serie a e commercianti di serie b». —



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