Toscana
Il Tar conferma la proroga per i balneari ma nega un maxi-risarcimento in Versilia
Quattro bagni della Versilia avevano chiesto l’indennizzo in caso di perdita delle concessioni: però per i giudici sono valide fino al 2033
VIAREGGIO. Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana conferma la proroga per i balneari fino al 31 dicembre 2033: è un pronunciamento importante che va a puntellare il cosiddetto decreto Centinaio, norma con cui l’ex ministro leghista nel 2018 aveva allungato di 15 anni le concessioni delle spiagge (la precedente scadenza era al 31 dicembre di quest’anno).
La sentenza del Tar arriva su sollecitazione di quattro stabilimenti balneari versiliesi: i bagni Miraggio e Sirena a Lido di Camaiore e i bagni Biagi e Milano a Marina di Pietrasanta. Al tempo stesso, il Tar ha respinto una maxi-richiesta di risarcimento complessiva di quasi 10 milioni di euro presentata dagli stessi stabilimenti balneari, così suddivisa: 2.234.612 euro chiesti dal Miraggio; 2.582.656 euro chiesti dal Biagi; 1.763.489 chiesti dal Milano; 3.221.843 euro chiesti dal bagno Sirena. I quattro bagni volevano un indennizzo dallo Stato, in caso di perdita della concessione, per il valore dei beni immobili presenti sulla spiaggia, di loro proprietà ma che rischiano di essere incamerati – cioè acquisiti – dallo Stato appunto al termine della concessione stessa. I quattro bagni erano difesi dagli avvocati Maria Beatrice Pieraccini, Roberto Righi, Ettore Nesi e Alberto Morbidelli.
A segnalare la sentenza è stato ieri il presidente di Assobalneari Italia Fabrizio Licordari.
«Su richiesta di un gruppo di colleghi della Versilia, che rivendicano un equo indennizzo per il valore aziendale allo spirare della concessione – spiega il presidente di Assobalneari – il Collegio dei giudici amministrativi di Firenze giudicano la domanda non ammissibile, perché, in breve, non ci sono ancora i presupposti per tale richiesta, in quanto le concessioni non sono ancora spirate ed anzi, viene chiaramente riconosciuto che sono prorogate al 2033 per effetti della legge 145/2018 e l’Autorità concedente non ha emesso nessun atto di revoca o decadenza per le stesse. Ricordo che tali procedure vengono bloccate dal Decreto Rilancio di questa estate, grazie all’approvazione dell’emendamento di cui primo firmatario è stata la deputata Deborah Bergamini e su cui Assobalneari Italia, insieme alla filiera di Federturismo Confindustria si è fortemente impegnata per ottenerlo».
«Il Collegio – scrivono chiaramente nella sentenza del Tar i giudici amministrativi fiorentini – rileva che le ricorrenti sono titolari di concessioni demaniali marittime non ancora scadute». Con riferimento alle ultime normative, leggi decreto Centinaio, che allungano le concessioni fino al 31 dicembre 2033. «Orbene – proseguono i giudici amministrativi fiorentini – l’azione di accertamento non può prescindere dall’esistenza di un pregiudizio attuale del diritto, pregiudizio che, nel caso di specie, non può verificarsi prima della cessazione delle concessioni demaniali di cui le ricorrenti sono attualmente titolari».
«Questa sentenza, dunque – conclude Fabrizio Licordari – rappresenta una ulteriore conferma che le nostre concessioni sono estese “ex lege”, nonostante ci siano ancora Comuni titubanti a rilasciare il titolo formale come invece dispone la legge 145/2018, Legge dello Stato in vigore e mai contestata dalla nostra Corte Costituzionale, e mai oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea».
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