Il Tirreno

Versilia

Vìolano il coprifuoco, multati 3 milanesi

Melania Carnevali

I giovani, per l’ordinanza regionale, potrebbero dover lasciare la Toscana. I sindaci: «Non sappiamo ancora come muoverci»

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Erano le 3. 50 di notte quando la polizia li ha fermati in centro a Forte dei Marmi. Tre giovani milanesi, tra i 18 e i 20 anni, figli di proprietari di seconde case. Agli agenti non hanno saputo fornire una spiegazione valida sul perché stessero violando il coprifuoco, dalle 22 alle 5, imposto dall’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri, peraltro proprio la prima sera in cui scattava.

Così per loro è scattata una multa da 400 euro (280 se pagata subito). Adesso però sono in corso anche gli accertamenti per verificare se i tre giovani, residenti in Lombardia, abbiano il medico di famiglia qui, in regione.

In caso contrario, secondo quanto previsto dall’ordinanza del governatore Eugenio Giani pubblicata il 6 novembre, non possono stare in Toscana. Il provvedimento vieta infatti di stare nella regione a chiunque, seppur domiciliato in un comune toscano, non abbia il medico di famiglia qui.

Giani ha replicato di fatto l’ordinanza di maggio del suo precedessore, Enrico Rossi, cercando in questo modo di frenare le fughe dalla zone rosse e arancioni verso, in particolare, la Versilia, che durante la prima ondata venne presa d’assalto dai proprietari di seconde case.

Un fenomeno che si sta ripetendo. Già una cinquantina di persone provenienti dalla Lombardia hanno aperto le case di Forte dei Marmi, comunicando la loro presenza direttamente al sindaco. Lavorano in smartworking o studiano a distanza. E ieri hanno riempito le vie dello shopping come fosse piena estate. E questo solo al Forte.

Adesso, in teoria, non possono più arrivare: dalle zone rosse e arancioni non si può uscire se non per lavoro, salute e necessità.

Sul chi e come debba far rispettare l’ordinanza regionale domina il caos. Giani ha chiesto ai sindaci di usare gli agenti di polizia municipale. I primi cittadini della Versilia hanno replicato chiedendo chiarimenti che, ieri, non erano ancora arrivati.

Il primo punto da chiarire, secondo i sindaci, è questo: l’ordinanza vale anche per chi è già in Versilia da giorni? Leggendo il provvedimento, dice Bruno Murzi, sindaco del Forte, «sembrerebbe di no». Anche secondo il collega di Camaiore, Alessandro Del Dotto, l’ordinanza sembra essere rivolta a chi arriva dopo il 6 novembre (data di pubblicazione dell’atto). «Inizieremo i controlli quando avremo chiaro il quadro normativo», dice.

Il secondo aspetto poco chiaro a chi dovrebbe far rispettare l’ordinanza è il come. «Noi abbiamo gente che è qui da prima della chiusura delle regioni – commenta Murzi –. Non c’è scritto da nessuna parte che possiamo mandarli via. E poi come dovremmo farlo? Capisco il senso dell’ordinanza, ma così è monca. Ci devono spiegare cosa dobbiamo fare, altrimenti non riusciamo ad applicarla. Bisogna fare una lettera per dir loro di lasciare il comune? Chi gliela deve fare? E poi cosa dovremmo fare: dovremmo andare porta a porta e scoprire quando sono arrivati? Trovo che sia un’ordinanza lodevole ma difficile da applicare». —



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