Sicurezza
Oggi l'addio a Ragnetti, Fabio Perini: «Giancarlo è stato un amico»
L’ex patron di Perini Navi saluta il suo braccio destro per una vita di lavoro
VIAREGGIO. «Giancarlo ha fatto parte della mia vita professionale per oltre 40 anni: insieme abbiamo costruito l’avventura di Perini Navi». A parlare è Fabio Perini, oggi (9 novembre) del tutto fuori dall’azienda che ha creato, ma il cui nome resta indissolubilmente legato all’avventura a vela intrapresa per una vita, che ricorda Giancarlo Ragnetti, il suo amministratore delegato dal 1988 al 2013, scomparso all’età di 74 anni.
«Insieme abbiamo lavorato notti, domeniche, Natali e Capodanni», ricorda Perini, «per dare vita ad un progetto coraggioso, ambizioso e difficile. Ed insieme abbiamo vissuto la gratificazione del successo e del riconoscimento che hanno premiato il nostro lavoro».
Ma non solo il lavoro è stato l’ingrediente vincente del “passo a due” Ragnetti-Perini. Perché - sono ancora le parole di Fabio Perini - «Giancarlo è stato un amico. Ed è così che mi piace ricordarlo con il suo sorriso. A Raffaella, Francesca e Simone il mio abbraccio più forte, in ricordo di Giancarlo».
L’ultimo saluto a Ragnetti è fissato per questo pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di Don Bosco, al Marco Polo, quartiere dove Ragnetti risiedeva con la famiglia. Le esequie sono a cura di Matteo Ratti per conto della Misericordia di Camaiore. Poi, la salma del manager della nautica mondiale - mondo che non l’ha mai dimenticato - sarà cremata.
La moglie, Raffaella Agrippa, pur nel momento estremo della perdita del compagno di una vita e padre dei loro figli Francesca e Simone, non dimentica chi è stato vicino al marito nel momento più difficile, quando il virus Covid-19 ha aggredito Ragnetti mettendo fine alla battaglia che da tempo conduceva con il Parkinson, malattia della quale non aveva ai fatto mistero.
Lei che nella sanità ha lavorato, oggi pensa a chi è stato con il marito fino all’ultimo, ovvero «ai medici, agli infermieri, al personale tutto del reparto Covid dell’ospedale Versilia e a quello del reparto cosiddetto “Bolla”», quello che era stato destinato al primo accesso per i pazienti che avessero contratto l’infezione da Covid-19.
«Li ringrazio dal profondo del cuore a nome di tutta la famiglia», sono le parole che la signora Raffaella affida al Tirreno, «per le cure che hanno prestato fino all’ultimo al nostro Giancarlo e per l’impegno dimostrato». —
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