Attenzione
Impiegati contro il sindaco «Ci ha offesi»
Le rappresentanze sindacali del Comune di Massarosa attaccano Coluccini per le sue parole sull’ufficio gare definite «provocatorie»
massarosa
«No ai tagli alla scuola» è senza dubbio lo slogan che più si è sentito pronunciare dall’Associazione socio-culturale Spazio Libero Massarosa e dai genitori degli alunni della scuola dell’obbligo all’interno del comune massarosese. Slogan simbolo anche in occasione della riunione tenutasi a Pian di Conca con il sindaco Alberto Coluccini e il consigliere comunale Mirko Masini per parlare della grave mancanza dei servizi di mensa e scuolabus.
Un incontro trasmesso in diretta Facebook sulla pagina di Spazio Libero Massarosa, che però non ha portato concrete risposte, bensì ha sollevato ulteriori e polemiche a causa di alcune dichiarazioni da parte del sindaco definite dalle organizzazioni sindacali e Rsu aziendale come «offensive e provocatorie». L’affermazione del sindaco incriminata è stata quella in cui si rivolge all’ufficio gare («il Comune di Massarosa dovrebbe avere 180 dipendenti ma ce ne sono solo 79, manca una professionalità che sappia fare una gara su start all’interno del Comune, perciò ho fatto un prestito: un dipendente da Seravezza che venga a fare tale gara perché a Massarosa non sono stati preparati professionalmente»). La rsu, in risposta a tali dichiarazioni ha voluto evidenziare come in realtà non ci sia assolutamente una mancanza di competenze all’interno dell’ufficio gare, e ha sottolineato quanto tale ambito fosse efficiente tanto da seguire le procedure di gara anche per il Comune di Stazzema. «Nella struttura comunale – si legge in una nota della rsu – ci sono vari settori, ciascuno con la propria competenza che, se però vengono smantellati o privati di determinate figure, non è giusto che vengano incolpati per i mancati obiettivi raggiunti e oltretutto definiti come incapaci ed impreparati. Ringraziamo i cittadini per la comprensione e per aver preso le nostre difese. Questa dichiarazione è per noi un atto dovuto verso i colleghi che da anni lavorano con dedizione e serietà, supportando anche cariche di lavoro superiore alle loro qualifiche per l’attaccamento che hanno nei confronti del proprio ente. Per questi motivi non possiamo accettare assolutamente tali parole». —
Sara Fantinato
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