Il Tirreno

Versilia

Alla Versilia 5mila vaccini in meno contro l’influenza

Matteo Tuccini
Alla Versilia 5mila vaccini in meno contro l’influenza

Nell’ultima fornitura solo 2.200 dosi invece di 7.000 I medici: anche alcuni over 65 rischiano di rimanere senza

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VIAREGGIO. Un pasticcio, ad essere buoni. I vaccini contro l’influenza, che la Regione, l’Asl e i medici stessi avevano promosso come fondamentali nella battaglia al Covid, non si trovano più. L’ultima fornitura alla Versilia, spiegano i medici di famiglia del territorio, è stata di 2.200 dosi: ma due settimane fa, come raccontato dal Tirreno, l’Asl ne aveva promesse 7.000 dopo che la prima fornitura era andata esaurita in pochi giorni. Un gap di quasi 5.000 dosi che oggi mancano e che sta mettendo in crisi gli ambulatori. Costretti a rimandare indietro i pazienti o ad annullare gli appuntamenti. «E fino a lunedì 9 – dice Alessandro Squillace, coordinatore dei medici di famiglia della Versilia – non sono previste ulteriori forniture dalle farmacie (che quest’anno hanno il compito di consegnarle ai medici di base, ndr). Ammesso che quella data venga rispettata». La Regione ha assicurato che «sono in arrivo altre dosi entro lunedì e quindi lo stallo si sbloccherà a breve».

Ad oggi, però, la situazione è caotica. Al momento sono stati consegnati e somministrati circa 10.000 vaccini antinfluenzali ai versiliesi: un numero tutto sommato non basso. Ma le richieste dei pazienti, chiamati a raccolta dalle stesse istituzioni sanitarie, sono molte di più. Tra questi ci sono anche persone oltre i 65 anni di età, considerate più a rischio, che al momento sono rimaste fuori dalla campagna di prevenzione perché non sono arrivate dosi a sufficienza.

«Per ora la Regione ha bloccato la vaccinazione di tutte le persone sotto i 65 anni, perché non ci sono le quantità necessarie per estenderla a tutti come affermato in un primo momento – dice Squillace – Ma per come stanno andando le cose c’è il rischio che anche qualche persona della categoria over 65 possa rimanere senza copertura contro l’influenza».

Qui sta il paradosso. Con la fine dell’estate i medici hanno spinto il più possibile la vaccinazione antinfluenzale, ritenendola un aiuto contro il coronavirus. Non perché il vaccino protegga dal Covid in sé per sé, ma per due motivi: il sistema immunitario si rafforza e poi, se una persona è vaccinata contro l’influenza, sarà più facile riconoscere come sintomi Covid eventuali febbri e problemi respiratori. In considerazione di questo, era stata promessa una fornitura di vaccini superiore rispetto all’anno scorso: dalle solite 30.000 dosi, si assicurava, in Versilia saremmo passati a 45.000. Un numero che al momento resta lontanissimo e che forse non verrà raggiunto. «Stiamo facendo il possibile per accontentare i medici di famiglia – dice Guglielmo Menchetti, direttore del Dipartimento della medicina generale dell’Asl – Sappiamo delle loro rimostranze e abbiamo cercato di provvedere con il maggior numero di dosi disponibili al momento».

Ma quali sono le cause di un patatrac del genere? Il dirigente della Regione Carlo Rinaldo Tomassini parla di «una redistribuzione delle dosi a livello nazionale»: come a dire che ci sono Regioni che si trovano in difficoltà nell’approvvigionamento e quindi potrebbe esserci un passaggio di vaccini da un territorio all’altro. Dalla Regione, intanto fanno sapere che «ad oggi in Toscana sono state distribuite oltre 1 milione di dosi (l’anno scorso il totale delle dosi somministrate era stato di 800 mila). Le consegne dei vaccini da parte dei fornitori vanno a rilento, visti i quantitativi largamente superiori a quelli dello scorso anno, che tutte le Regioni hanno acquistato: ciò comporta inevitabilmente interruzioni delle prenotazioni da parte dei medici presso le farmacie. Sono in consegna ulteriori forniture (127 mila dosi), per cui a breve (entro lunedì prossimo) la possibilità di prenotare ulteriori vaccini sarà ripristinata». —
 

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