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La protesta dei tassisti «Ricordatevi di noi»

Roy Lepore
La protesta dei tassisti «Ricordatevi di noi»

Checchi (Covetax): «Le nuove restrizioni previste dal Dpcm rischiano di metterci definitivamente in ginocchio»

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Viareggio

Oggi i tassisti incrociano le braccia e a Roma è prevista una manifestazione di protesta. Non così a Viareggio dove i taxi faranno servizio, anche se non mancano i motivi per lamentarsi. «Siamo solidali con i nostri colleghi – dice il presidente della Covetax, Alviano Checchi – perché facciamo parte di una categoria che è in difficoltà. Siamo reduci già dal lockdown precedente che ci ha creato non pochi problemi: ora con queste ulteriori limitazioni la situazione si è ulteriormente complicata».

I tassisti risentono delle chiusure anticipate di bar, ristoranti ed ora con il divieto di uscire dopo le 22, c’è una diminuzione di flusso di persone. «Questi ulteriori provvedimenti hanno certamente influito. In pratica già prima dell’entrata in vigore del Dpcm c’erano meno persone in giro dopo le 18 e quindi di conseguenza sono calati i nostri ricavi. A Viareggio siamo 29 che facciamo parte della Covetax su 35 taxi in totale, in tutta la Versilia il numero si aggira intorno agli 80: tutti lamentano i disagi che incontriamo noi alla stazione ferroviaria. Di giorno siamo circa 20-25 alternandoci con le licenze in giorni pari e dispari. La sera invece c'è lavoro a male pena per due taxi, visto che il lavoro è calato notevolmente, considerando che arrivano pochi passeggeri con i treni. Inoltre l’incentivazione dello smart working ha impattato negativamente sugli spostamenti lavorativi, facendo così vivere al settore una doppia crisi. In questo periodo poi ci è mancato il flusso di turisti legato a Lucca Comics, che si è svolto in forma ridotta».

«Noi siamo pronti per adempiere agli obblighi tipici del servizio pubblico, essendo in alcune realtà locali, come già avvenuto in pieno lockdown, l'unico servizio di trasporto messo a disposizione dei cittadini, soprattutto nelle fasce orarie tardo serali e notturne, quindi facciamo presente anche all’amministrazione comunale locale che siamo pronti per fare la nostra parte, perché siamo tutti sulla stessa barca. Ci auguriamo di rientrare nei contributi che verranno erogati ai ristoratori, l’altra volta per il precedente lockdowun ci sono stati dati 600 euro, meglio che nulla. Confidiamo che non ci si dimentichi della nostra categoria e che nello stesso tempo si trovino forme di incentivazione all'uso del taxi. In un paese nel quale si ha necessità di potenziare l'offerta di trasporto pubblico, non si può tenere ferme le nostre vetture mentre i tradizionali mezzi di trasporto sono sovraccarichi, con le negative conseguenze sanitarie che ciò comporta. —

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