Il Tirreno

Versilia

lieto fine 

Dopo tanti maltrattamenti Geppetto ha trovato una casa

Luca Basile
Dopo tanti maltrattamenti Geppetto ha trovato una casa

Cieco e osteggiato dagli altri cani, la sua storia sul “Tirreno” ha commosso tutti: In tanti si sono fatti avanti per adottarlo, ora vivrà con Maria Bruna e la figlia Elena 

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PIETRASANTA. Il lieto fine, in questi giorni intrisi di dolore e inquietudine, è qualcosa che nutre e fa bene al nostro animo. E il lieto fine della storia a cui ci riferiamo ha come protagonista Geppetto, l’anziano meticcio, cieco e osteggiato dagli altri cani del rifugio dove era stato accolto un anno fa, che ha trovato finalmente una nuova casa e una famiglia pronta ad adottarlo.

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Di Geppetto, della sua solitudine e della sua vita complicata e resa dolorosa dal cuore sgualcito degli umani, abbiamo scritto qualche giorno fa: in molti, dopo avere letto l’articolo, hanno immediatamente telefonato al presidente dell’associazione Nati Liberi Versilia, Michela Bertolozzi, per chiedere informazioni su questo cane dolce, buono, goloso della pastasciutta e delle coccole dispensate a dosi certo non omeopatiche dai volontari. E alla fine la telefonata giusta, quella che ha aperto le porte all’adozione, è arrivata.

Forse qualcosa di inaspettato, visto che erano trascorse solo poche ore dal nostro appello, ma la storia di Geppetto, il suo avere vissuto per anni rinchiuso in una gabbia di in un canile distante da tutto e tutti, quella cecità forse retaggio di chissà quale angheria e il fatto di avere perso il suo unico amico, Lupone, il cane che gli faceva da guida, aveva suscitato emozioni e innescato la giusta curiosità in molti.

Ad avere accolto Geppetto nella propria abitazione, con un bello spazio verde in dote, sono state Maria Bruna e sua figlia Elena, di Pian di Conca: un gesto d’amore che guarda oltre l’età del cane e la sua menomazione e che rivela come alcune persone custodiscano una sensibilità agli antipodi di coloro che a Geppetto, nei suoi primi anni di vita, hanno invece solo fatto dono di inaccettabili sofferenze.

«Mi piace immaginare che l’adozione del cuore di Geppetto rappresenti un simbolo di speranza – spiega Bertolozzi, avvocato e presidente dell’associazione con sede in via della Saponiera – in questo periodo così drammatico, un raggio di sole che squarcia il grigiore e la mediocrità cui troppo spesso siamo costretti ad assistere. Questo lieto fine dimostra che, nonostante tutto, possiamo e dobbiamo restare umani».

Peraltro Maria Bruna e la figlia hanno già due canine e in passato avevano avuto un cane privo della vista come Geppetto che, dalla giornata di ieri, è tornato a rotolarsi felice nel giardino della sua nuova casa. Resta un mantra di fondo a cornice di una storia che ha fatto sussultare molti cuori e che lascia un messaggio di speranza: «Un cane non è mai troppo vecchio per dare amore e per riceverlo. Così come non sarà mai troppo vecchio per essere adottato». —


 

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