Il Tirreno

Versilia

«Dobbiamo fidarci dell’ospedale: ha salvato la vita a nostro padre»

Matteo Tuccini
«Dobbiamo fidarci dell’ospedale: ha salvato la vita a nostro padre»

La testimonianza della famiglia di Luigi Silvestri, arrivato in condizioni molto gravi al Versilia: «Operatori sanitari eccezionali anche con i No Covid» 

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VIAREGGIO. Non solo malati Covid arrivano ogni giorno all’ospedale Versilia. Ci sono persone che hanno bisogno delle cure, che sono gravissime e che rischiano di morire, anche se non sono positive al coronavirus. E a queste persone l’ospedale non può che dare la solita risposta di sempre: la migliore possibile.

La storia di Luigi Silvestri è una di queste vicende che rischiano di passare sotto silenzio, in una fase storica in cui sembra che i servizi sanitari siano impegnati in un unico fronte (e non è così).

Invece i familiari dell’uomo, arrivato in condizioni molto gravi al pronto soccorso versiliese, hanno deciso che era il caso di rendere omaggio a «chi ha salvato la vita a nostro padre e lo ha fatto in un momento in cui è tutto enormemente più complicato. Senza mai tralasciare la comprensione e la vicinanza alla famiglia».

Luigi Silvestri è stato ricoverato per un mese dopo l’arrivo al pronto soccorso. La sua situazione clinica era molto critica, i familiari pensavano che non ce l’avrebbe fatta.

«Dobbiamo dire grazie – spiegano dalla famiglia Silvestri – ai primari Giuseppe Pepe, del pronto soccorso, e Vincenzo Panichi, di nefrologia. Così come alle loro squadre. Abbiamo riscontrato, oltre alla professionalità, un’umanità e un’attenzione alla famiglia del paziente che, onestamente, non ci saremmo aspettati. Nonostante le tantissime cose a cui i medici sono chiamati a dare risposta, lo stress a cui sono sottoposti e la preoccupazione comprensibile in una situazione dove il Covid sembra una marea, i primari e i loro collaboratori non ci hanno mai fatto mancare la loro presenza. Nostro padre, con la loro assistenza, è tornato a casa in buone condizioni. Pensando a come era arrivato, c’è da ritenerlo quasi incredibile».

La famiglia, infine, vuole lanciare «un piccolo messaggio, senza impegno e senza che questo possa sembrare qualcosa di eccessivo. Noi pensiamo che sia giusto fidarsi del nostro ospedale Versilia, per come ha assistito il nostro caro e per il lavoro e l’impegno che abbiamo visto mettere. Anche in un caso come il nostro, che col Covid non c’entrava, hanno dato tutto ciò che potevano». —

 

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