Il Tirreno

Versilia

IN TRIBUNALE  

Sfruttamento della prostituzione e finti matrimoni: 11 imputati

p.b.

Nel mirino della procura di Pisa anche tre transessuali abitanti a Viareggio e un uomo di 47 anni di Massarosa accusato di essere il loro “autista”

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA

Un matrimonio non era possibile. L’unione civile sì. L’importante era il risultato, non il mezzo. E così un livornese il 10 dicembre 2016 si veste di tutto punto e si presenta con una trans brasiliana, all’anagrafe ancora uomo, davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune di Pisa. Si uniscono civilmente e una volta usciti dal municipio ognuno per la sua strada. L’obiettivo era stato raggiunto: il permesso di soggiorno per la sudamericana clandestina.

È uno dei passaggi dell’inchiesta dei carabinieri del 2018 in cui la Procura di Pisa (pm Fabio Pelosi) chiede 11 rinvii a giudizio per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e per alcuni episodi anche di truffa, come quello del finto matrimonio.

Ieri mattina per un difetto di notifica il procedimento è slittato al prossimo anno sempre davanti al gup Donato D’Auria. Alcuni degli imputati hanno chiesto di ricorrere a riti alternativi.

Ecco gli imputati: Celio Roberto Silva, 36 anni, Pisa; Kailane Alves Da Silva, 35 anni, Pisa; Rodrigo Sa Pereira, 34 anni, Viareggio; Alexando Rufino Da Silva, 45 anni, Viareggio; Robosn Santos De Oliveira, 49 anni, Viareggio; Eduardo Henrique Conceicao, 38 anni, Pisa; Edvaldo Higino Das Neves, 43 anni, Pisa; Antonio Russo, 43 anni, Pisa; Giacomo Citi, 40 anni, Livorno; Giorgio Barsanti, 47 anni, di Massarosa; Gianluca Albino, 46 anni, residente a Pisa.

Sono difesi dagli avvocati Silvio Toccafondi, Andrea Lupetti, Stefano Camerini, Costanza Malerba, Marco Pucci, Francesco Giampaoli e Alessandro Baroni, Roberta Rossetto, Paolo Mione, Sara Baldini, Monica Paperini, Gabriele Parrini.

Le accuse sono quelle di aver imposto il pagamento di migliaia di euro a decine di trans che si prostituivano tra Migliarino e l’Aurelia. Reclutavano le aspiranti prostitute in Brasile e poi trovavano le sistemazioni a Pisa con l’indicazione dei luoghi in cui esercitare. Il costo era di 5mila euro a cui andava aggiunto “l’affitto” della piazzola dove ricevere i clienti e una percentuale sugli incassi.

Il Comune di Pisa si è costituito parte civile per la truffa dei matrimoni ritenuti fittizi.

Gianluca Albino si è sposato civilmente con Kailane Alves Da Silva facendole così ottenere il permesso di soggiorno. Per la Procura era una finzione così come quella di Giacomo Citi che si è unito civilmente con Edvaldo Higino Das Neves.

Russo, Citi e Barsanti sono ritenuti gli “autisti” delle trans. Al termine dell’attività, che di solito veniva svolta dalle 22 circa fino alle 2 del mattino, gli autisti tornavano a prendere le transessuali e le riaccompagnavano a casa, a meno che non avessero questi stessi trovato un “passaggio”, fornito da un cliente benevolo. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca