Il Tirreno

Versilia

il contenzioso 

Illegittimo il rinnovo del canone delle concessioni cimiteriali

tiziano baldi galleni

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STAZZEMA

Ennesima vittoria dei cittadini di Stazzema nell'annosa vicenda legata alle concessioni cimiteriali perpetue stipulate prima del 1975. La Corte di Cassazione a sezioni unite ha infatti stabilito che i quasi 50 titolari di concessioni che si erano rivolti al giudice di pace prima (per non pagare il rinnovo imposto dal Comune nel 2007) e poi hanno avuto di nuovo ragione nel ricorso presentato dall'amministrazione in appello, si sono rivolti al tribunale giusto. Cioè il contenzioso andava discusso proprio davanti al giudice ordinario e non a quello amministrativo (Tar). In questo modo tutte le sentenze a favore dei cittadini sono state confermate in via definitiva. Rimangono solo due casi, di due cittadini, che dovranno essere giudicati dalla prima sezione della Corte di Cassazione (il terzo e ultimo grado di giudizio): sono gli unici due ai quali il Comune aveva fatto ulteriore ricorso dopo la sentenza della Corte di appello di Lucca. Sugli altri aveva tentato la carta del vizio di forma, cercando di farli decadere tutti sostenendo che i cittadini avrebbero dovuto rivolgersi al Tar. Ma la Cassazione a sezioni unite ha bocciato due delle cinque motivazioni con cui l’avvocato del Comune ha impostato il ricorso. Quest'ultima sentenza è del 15 settembre, però è stata resa nota il 27 ottobre.

«La Cassazione così ha validato per competenza tutte le decisione assunte sia dal giudice di pace che dalla Corte di appello», hanno spiegato dal Comitato di cittadini che ha seguito passo dopo passo la vicenda. La diatriba è nata nel 2007 dopo una delibera di giunta assunta dall'amministrazione Silicani con la quale sostanzialmente il Comune confermava la validità del contratto originario, cioè di tipo perpetuo (perenne), ma imponeva il rinnovo del canone ogni 30 anni. Da lì partirono decine di lettere ai titolari di quelle concessioni con la richiesta di pagamento, mediamente di qualche migliaia di euro, in riferimento al tipo di loculo. «Le concessioni cimiteriali perpetue stipolate prima del 1975 erano circa 930 in tutti i cimiteri comunali – ricordano dal Comitato - ci sono stati casi in cui non è mai stato recapitato l’avviso di pagamento, altri invece che hanno ricevuto pure le lettere di sollecito. Il Comune è arrivato ad incassare quasi 900mila euro, ma se avessero richiesto a tutti di rinnovare avrebbero avuto un potenziale di incasso di oltre 2 milioni di euro. Alcuni, va ricordato, hanno preferito piuttosto procedere con l’estumulazione e quel loculo è tornato in possesso del Comune. Alla luce di tutte le decisioni prese dai giudici finora, nei due gradi di giudizio, potremmo dire che il Comune si è ripreso quei loculi illegittimamente».

Il caso di Stazzema fra l’altro è identico a quello di Massarosa, nel periodo in cui i due enti condividevano lo stesso segretario comunale. A Massarosa i cittadini impugnando l’atto comunale, e non i singoli avvisi di pagamenti, hanno avuto sentenza favorevole in primo grado al Tar e poi il Comune ha deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato. —



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