Gioco
La produzione di olio cresce in Versilia il lockdown non ha fatto danni
Rendita migliore delle olive perché mancano i parassiti che attaccano le piante Mariani: i ritardi per la pandemia non hanno influito, manca il turismo gastronomico
MASSAROSA. L’olio gode di ottima salute, quest’anno più che negli anni scorsi. Tra le più celebri tecniche di pittura c'è sicuramente quella ad olio, ma in questo caso non stiamo facendo riferimento a quella su tela dell'ambito artistico bensì a quella su bruschetta, pietra miliare nel settore culinario di casa nostra. In questo 2020 si sono purtroppo dovute interrompere numerose attività, ma ad essere andata avanti a schiena dritta è stata sicuramente la natura che ha proceduto nel suo lavoro, la produzione di olio è senza dubbio tra le più prolifiche, infatti ha visto un grande aumento in Toscana addirittura pari al 30% in più rispetto allo scorso anno. I ritardi nella cura delle piante durante il lockdown non hanno inficiato sulla produzione totale e il raccolto di questi giorni lo conferma.
A dirlo è uno che di queste cose se ne intende, Ido Mariani, produttore di olio e vino e proprietario della Tenuta Mariani nel Comune di Massarosa: «Abbiamo iniziato la raccolta i primi di ottobre e possiamo definirci davvero fortunati perché l'oliva è salda e sana e questo perciò preannuncia un olio di ottima qualità - dice - la nostra azienda ha sede a Massaciuccoli ma in totale abbiamo ben sette ettari di oliveti sparsi sul territorio che equivalgono a circa 4mila piante che consentono di estrarre approssimativamente 3mila litri d'olio. In generale il più alto quantitativo di olive lo abbiamo raggiunto a Lucca, ma anche negli oliveti vista Versilia si contano buoni numeri. La raccolta sta procedendo bene e arriveremo intorno al 10 dicembre, i prezzi pari a 14/15 euro al litro di olio extravergine bio sono poi perfettamente in linea con l'altissima qualità raggiunta».
Insomma sembra che la produzione di quest’anno sia superiore a quella del 2019. A inficiare anche la minore presenza di parassiti che attaccano le piante. Ma il problema del settore non è solo la produzione ma anche la vendita e in questo, la limitazione degli spostamenti ha dato non qualche problema a chi vive di prodotti della terra e di turismo: «Si può proprio dire che la natura ha dimostrato aver fatto vita a sé e di quanto riesca ad andare avanti con qualità. La situazione covid perciò non ha avuto ripercussioni sulla produzione, cosa che non si può dire purtroppo dal punto di vista economico che invece ne ha risentito parecchio - osserva Mariani - lo scarso turismo enogastronomico di quest'anno ha infatti privato noi produttori del settore di una grande e fondamentale fetta di clienti che sono soliti acquistare numerosi nostri prodotti, ciò significa che quest'anno dovremmo puntare a vendere agli utenti locali che sicuramente non vorranno rinunciare ad un prodotto come l'olio che non ha solo un valore culinario bensì anche culturale». —
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