Il Tirreno

Versilia

il giorno dei morti 

Al cimitero di Viareggio uno per volta: «Che tristezza queste regole»

Maria Cristina Ercini
Al cimitero di Viareggio uno per volta:  «Che tristezza queste regole»

Il divieto di assembramenti condiziona la commemorazione dei defunti. Per i chioschi che vendono fiori mai così poco lavoro: «Rischiamo di chiudere»

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VIAREGGIO. Ogni giorno, da mesi, ci rendiamo conto come la nostra vita, a causa della pandemia, sia cambiata e cambi di continuo. Non solo non possiamo più abbracciare i nostri affetti e i nostri amici, ma anche fare una visita al cimitero a trovare i nostri cari defunti sembra diventare un lusso che non ci possiamo più permettere. Ieri, giorno di vigilia della ricorrenza dei morti, in situazioni normali davanti a tutti i cimiteri ci sarebbe stata una fila interminabile, tutti a portare fiori e abbellire le tombe, ma il Covid ci sta togliendo anche questo. Se le tombe, a onor del vero, sono risultate tutte addobbate con crisantemi o altri fiori, il cimitero di Viareggio ha visto un'affluenza scaglionata fin dall'orario di apertura.

«Già dalle prime ore del mattino, all'apertura – dicono alcuni agenti della Polizia Municipale in servizio davanti agli ingressi del cimitero di Viareggio – sono venute molte persone, ma non si sono viste file né tanto meno assembramenti. Tutti hanno rispettato al massimo le regole, indossando le mascherine e senza creare assembramenti né fuori né dentro il cimitero».

Infatti a fare le visite, come confermano in molti, è andato un solo membro per famiglia per portare i fiori senza sostare più del dovuto. I nostri amministratori, a cominciare dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, dovrebbero fare un plauso ai cittadini per aver seguito le loro indicazioni di rimanere presso le proprie residenze, anche in un'occasione così importante. «Ho portato i fiori – confessa Francesca Rossi – sulle tombe di tutti i miei cari, di solito ero accompagnata da mia madre ma quest'anno abbiamo preferito che io andassi sola per cercare di salvaguardare lei e le persone che avremmo potuto incontrare. Certo è una tristezza che si aggiunge alla tristezza di un giorno che già lo è di suo».

Nessun assembramento neppure davanti ai chioschi che vendono i fiori di fronte al camposanto che, anzi, erano sorvegliati dai vigili urbani che facevano entrare i pochi clienti uno alla volta e facendo attenzione anche che all'ingresso fosse mantenuto il dovuto distanziamento.

Proprio i fiorai hanno pagato un caro prezzo vista la scarsa affluenza. «Di lavoro ne abbiamo avuto pochissimo – confessa la proprietaria di un chiosco – da mesi ormai il nostro lavoro si è ridotto ai minimi, sapevo che anche in questa occasione avremmo lavorato poco ma speravamo in qualcosa di più. Se continua così non ci rimangono grandi possibilità di mantenere in vita le nostre attività».

«Le persone stanno cercando di rispettare le regole – conclude Paola Guidi – io sono venuta per portare i fiori a mio padre e ho lasciato a casa la mamma che è anziana ma che sin adesso non era mai voluta mancare e vedo che molte persone hanno fatto come me. Speriamo davvero che tutte queste privazioni, alle quali siamo sottoposti possano essere utili per tornare al più presto alla nostra vita di prima». —

Maria Cristina Ercini
 

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