Il Tirreno

Versilia

L’appello di don luigi 

«Aiutateci a tenere in piedi la casa famiglia di via Pascoli»

Cesare Bonifazi
«Aiutateci a tenere in piedi la casa famiglia di via Pascoli»

La struttura ospita otto persone con disabilità che hanno bisogno di sostegno il parroco: abbiamo un mutuo da pagare e viviamo quasi solo di elemosina

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Cesare Bonifazi / Viareggio

C’è una casa speciale in via Pascoli, una di quelle che accoglie persone in difficoltà. Esattamente otto in questo momento, sono i graditi ospiti della casa famiglia Papa Giovanni Paolo II presieduta da don Luigi Pellegrini che negli ultimi dieci anni, non solo l’ha creata ma l’ha anche tirata su con sacrificio.

La gestione della struttura però si regge quasi esclusivamente sulle elemosine e le donazioni della popolazione. I costi mensilmente sono alti e sulla struttura grava un pesante mutuo che è servito per la ristrutturazione dell’edificio.

«La casa famiglia è nata dall’esperienza dell’oratorio di Santa Rita che facciamo ormai da venti anni con i ragazzi diversamente abili. Solo dieci anni fa una signora anziana mi contattò dicendomi voleva affidare la propria casa alla chiesa affinché venisse utilizzata per i più bisognosi. Scoprii poco dopo, quando la signora morì, che aveva lasciato in eredità alla chiesa l’abitazione di via Pascoli».

Da lì è partito tutto il progetto: «Per metterla a posto sono stati necessari lavori molto importanti supervisionati dall’architetto Belluomini e da tanti altri amici che hanno prestato il proprio lavoro per darci una mano. In pratica la casa è stata demolita e ricostruita con lavori costati circa 550mila euro, su cui abbiamo dovuto prendere un mutuo di 300mila euro».

Per le spese complessive si parla, mutuo compreso, di 30mila euro ogni mese. Ma la palazzina non poteva venire meglio: su una Viareggina molto grande, inaugurata ormai sette anni fa, c’è tutto per ospitare ben otto persone.

«Siamo una fondazione ma la caratteristica che ci contraddistingue - spiega don Luigi è il fatto che ci reggiamo solamente su volontari e elemosine, nessun finanziamento pubblico. Il progetto della casa è simile a quello del Dopo di Noi: ospitiamo 8 persone con disabilità. Quattro di loro hanno una pensione e ne danno una parte mala nostra realtà riesce a basarsi solo sulla carità e volontariato. Ci sono solo due persone pagate, due infermiere sono a carico dei tutori delle persone. Per il resto ci affidiamo alla bontà delle persone».

Di recente il progetto si è allargato e alla casa si è aggiunto un campo in comodato uso gratuito tramite la Fondazione Pezzini: «Si trova in via della Fontanella - racconta don Luigi - ospitiamo qualsiasi tipo di animale domestico: ci son gli alpaca, i cavalli, i maiali, le galline, gli asini. I ragazzi ci vanno tutte le mattine e danno una mano nella manutenzione della zona, a nutrire gli animali. Stiamo preparando per il prossimo mese, il villaggio di Natale, aperto a tutta la cittadinanza. E se per caso nei prossimi giorni dovessero chiudere tutto e saltasse, vuol dire che festeggeremo il Natale anche a gennaio». —

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