La manifestazione
Per il neo assessore Baccelli il primo impegno è per la strage
Come primo atto del suo mandato nella giunta regionale di Eugenio Giani l’ex presidente della Provincia ha scelto di visitare la Casina dei ricordi
Alla Casina dei ricordi, tra quelle case e quelle strade oggi ricostruite che undici anni e mezzo fa lo videro protagonista – a fianco di Regione e Comune – tra le macerie prima e in Tribunale dopo. Stefano Baccelli nel giugno 2009 era presidente della Provincia di Lucca. Oggi, dopo l’esperienza da consigliere regionale tra le file del Partito democratico, è il neo assessore a trasporti ed infrastrutture della giunta di Eugenio Giani. «Sono qui perché non potevo essere altrove», sono state le parole di un Baccelli visibilmente commosso, accolto da presidente e vice presidente della associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. «Non c’era altro posto da dove iniziare il mio mandato», ribadisce Baccelli: «La strage di Viareggio fa parte della mia identità, così come fa parte della identità dell’intera comunità viareggina. Quella notte ho preso un impegno: essere sempre al fianco dei familiari delle vittime. Un impegno che è stato la costituzione in giudizio, utile anche per trovare i consulenti tecnici e legali a sostegno della verità e della giustizia. Scelta doverosa ma efficace, perché la loro parte l’hanno fatta». Impegno che oggi si concretizza davanti alla Casina dei ricordi, dove Baccelli ha depositato 32 rose rosse, a fare da tramite tra i familiari delle vittime ed il ministro dei trasporti, Paola De Micheli, alla quale l’associazione “Il mondo che vorrei” ha chiesto un incontro, mai concesso, diversamente da quanto era accaduto con il predecessore Danilo Toninelli, come ha ricordato Marco Piagentini, presidente della associazione dei familiari delle vittime.
Ma c’è altro che “bolle” in pentola sul fronte trasporti. E lo ha spiegato bene, ieri mattina, Daniela Rombi, vice presidente della associazione: «Da qualche mese circola voce che al ministero dei trasporti intendano mettere mano alla armonizzazione del Testo unico sulla sicurezza attraverso una legge delega che estenda il Decreto 81/2008 anche a quei settori, porti, pesca, navigazione e ferrovie, che sono rimasti fuori. Ma Ferrovie dello Stato italiane contesta, come pure ha fatto in aula in entrambi i gradi di giudizio per il processo relativo alla strage di Viareggio, che quella normativa si debba applicare al trasporto ferroviario. Questo non è accettabile, non possiamo permetterlo anche se sappiamo che sarà una battaglia dura».
Non un “capriccio” puramente normativo quello dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e dei ferrovieri che al loro fianco si battono, riuniti in “Assemblea 29 giugno”, ma un punto nodale nel percorso verso la verità e la giustizia dovute a 32 morti, ai lori familiari, ad una città intera: se fosse, infatti, venuta meno la componente incidente sul lavoro nella determinazione delle pene inflitte dalle due sentenze, infatti, tutti i reati sarebbero prescritti o ad un passo dalla prescrizione.
Su questo tema la voce di Baccelli si è già fatta sentire, con una considerazione tanto amara quanto netta su “ipotesi scellerate di novelle legislative”. —
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