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sul monte costa 

Il Parco boccia la riapertura della cava sopra Palazzo Mediceo

Il Parco boccia la riapertura della cava sopra Palazzo Mediceo

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SERAVEZZA

Arriva il no del Parco delle Alpi Apuane al progetto di coltivazione di cava “Francia Est” che si trova sopra Palazzo Mediceo, sul monte Costa. La decisione è stata presa con una determinazione dirigenziale del 26 ottobre. Fra i motivi che hanno portato a non rilasciare il via libera ci sono «le condizioni di instabilità dei versanti scavati che non garantiscono la sufficiente sicurezza» e l'impatto «sulla qualità dell'aria, sul clima acustico, sul traffico veicolare pesante».

La richiesta di riaprire la cava era stata avanzata dalla ditta La Cava Srl, con sede a Prato. Tuttavia la procedura non ha superato in particolare la pronuncia di compatibilità ambientale e di conseguenza le altre autorizzazioni che devono appunto rilasciare gli uffici del Parco delle Apuane.

La cava si trova in area contigua di Parco, a cavallo fra il Comune di Seravezza e quello di Stazzema, ed è raggiungibile con la strada di arroccamento (con un dislivello di 300 metri) che è alle spalle di Palazzo Mediceo. La coltivazione della cava "Francia", attiva per molto tempo, fu sospesa circa dieci anni fa. Ad aprile La Cava Srl aveva presentato un progetto facendo richiesta di riprendere i lavori. Ma, dopo alcune Conferenze dei servizi, approfondimenti e verifiche, il Parco, i Comuni di Stazzema e Seravezza, e l'Asl Toscana Nord Ovest hanno dato il diniego per motivazioni ambientali, paesaggistiche e di sicurezza sui luoghi di lavoro.

«In particolare la ripresa delle attività è suscettibile di comportare considerevoli impatti sulla qualità dell'aria, sul clima acustico, sul traffico veicolare pesante e sul paesaggio che interessano direttamente e indirettamente il Palazzo Mediceo patrimonio Unesco dal 2013, situato ad appena 600 metri dalla nuova cava e la strada di arroccamento» scrive in una nota stampa il Parco. L’imbocco di accesso, infatti, e il suo sviluppo iniziale si trovano a poche decine dalla Villa Medicea, ha ribadito la commissione tecnica del Parco in risposta alle osservazione avanzate dalla ditta proponente. «Ulteriore e importante motivazione per il diniego - proseguono gli uffici - riguardano il mancato ripristino fatto quando la cava è stata abbandonata e per le condizioni di instabilità dei versanti scavati che non garantiscono la sufficiente sicurezza per i lavoratori». —

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