Morto in cava, la procura apre un’inchiesta
Al momento il fascicolo è stato aperto contro ignoti. Il macchinario e l’area dell’incidente sono stati messi sotto sequestro
stazzema
È stata una distrazione, quella che ha causato la morte di Andrea Figaia, il cavatore carrarese di 59 anni, rimasto schiacciato mercoledì pomeriggio tra la macchina segatrice e la parete della galleria in cui stava lavorando? O è stata un guasto del macchinario? E sono state rispettate tutte le regole di sicurezza previste per chi lavora nel cuore di una montagna, tra blocchi di marmo, detriti e macchine infernali? È quello che sta cercando di capire il dipartimento di prevenzione dell’Asl che, in qualità di polizia giudiziaria della procura di Lucca, ha messo sotto sequestro la segatrice e l’intera area dell’incidente nella cava Borra Larga, a Stazzema, di proprietà della ditta Escavazione Arabescato Bianco (con sede a Carrara).
L’ufficio tecnico sta facendo gli accertamenti del caso, per comunicare il tutto alla procura che, nel frattempo, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, per il momento senza nomi iscritti nel fascicolo degli indagati. Il pubblico ministero, Elena Leone, sta valutando l’ipotesi dell’autopsia sul corpo del cavatore. Molto dipenderà dall’esito delle verifiche dell’Asl.
Al momento la ricostruzione dell’incidente è quasi tutta concentrata nella testimonianza di un solo collega, quello che stava lavorando più vicino al 58enne, ma nemmeno lui avrebbe assistito all’incidente. I due stavano lavorando in galleria, a circa cento metri dall’ingresso. Stavano parlando, ma a distanza. Di punto in bianco, dalla zona di Andrea Figaia è calato il silenzio. Così il collega è andato a cercarlo e lo ha trovato in piedi, schiacciato tra la parete e il macchinario. Era ancora vivo, ma respirava a malapena.
Ha chiamato i rinforzi: insieme hanno spostato il macchinario e hanno tentato di rianimarlo. Prima loro, poi i volontari e i medici del 118. Per un’ora. L’esito è noto.
La salma nel pomeriggio di mercoledì è stata portata all’obitorio dell’ospedale Versilia e adesso i familiari dovranno attendere il nulla osta della procura per i funerali, che non arriverà prima della prossima settimana.
Per quel giorno, qualsiasi giorno sarà, i sindaci di Stazzema (dove è avvenuto l’incidente), Maurizio Verona, e di Carrara (dove era nato e dove viveva), Francesco De Pasquale, hanno proclamato il lutto cittadino.
Anche dall’amministrazione comunale di Seravezza è arrivato un messaggio di cordoglio. «Il nostro pensiero va alla famiglia dello sfortunato operaio, che stringiamo in un commosso abbraccio – commenta il sindaco Riccardo Tarabella –. È un dolore che si rinnova. Un dolore che si fa sentire e colpisce anche nella comunità di Seravezza, per la quale marmo e cave significano storia, lavoro, sostentamento e futuro per tante famiglie. Fatti dolorosi come quello di ieri (mercoledì, ndr) ci ricordano che il lavoro va difeso anche attraverso la prevenzione e la sicurezza, la salvaguardia della salute e della vita di chi opera in ambienti a rischio. È un fronte che ci vede da tempo impegnati e sul quale continueremo ad impegnarci assieme alla Regione, all’Asl e a tutti gli enti competenti». —
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