Il Tirreno

Versilia

il dolore e la protesta 

La cooperativa di Levigliani continua (da sola) lo sciopero

Tiziano Baldi Galleni

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stazzema

Se il mondo del marmo nel bacino apuo-versliese si è fermato in sciopero per un giorno, a Levigliani la Cooperativa Condomini non riprenderà la coltivazione di arabescato Corchia neppure oggi. «Quello che è successo ha scosso tutto il paese», spiega il presidente Daniele Poli.

E allora la comunità leviglianese ha deciso di dedicare un altro giorno alla riflessione, per solidarietà ad Andrea Figaia morto nella pancia della stessa montagna in cui lavorano oltre trenta residenti di Levigliani ogni giorno, e per alleggerire tutte le sensazioni tremende legate al dramma che mercoledì ha vissuto anche tutto quel paesino di Stazzema. «Anche se Andrea era di Carrara, qui in paese lo conoscevamo tutti – dice Poli –. Perciò ci fermiamo un altro giorno. Qui, quando accade un evento tragico in cava è un colpo al cuore per tutti: dai ragazzi, perché hanno il nonno o un genitore o un amico cavatore, alle donne di paese che magari hanno il marito dipendente della Condomini. Siamo una comunità profondamente radicata a questo mestiere. Cose del genere sono un trauma per tutti noi».

Mercoledì per Levigliani il pomeriggio è iniziato con i suoni delle sirene dei mezzi di soccorso (è transitata l’ambulanza della Pubblica assistenza di Pontestazzemese, la jeep della Croce Verde di Arni che si occupa del servizio 118 cave, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e i carabinieri), e l’elisoccorso Pegaso, ed è finita con una fitta nebbia che ha avvolto il monte Corchia, una notizia tragica e gli sguardi attoniti dei leviglianesi – in cerca di risposte – nei vicoli di paese davanti alle porte delle case e in piazza Ortali al circolo caffè. Dal 1956, data in cui fu fondata la Cooperativa Condomini Levigliani, questa frazione è strettamente legata all’estrazione di marmo. Praticamente almeno un componente di quasi tutte le famiglie hanno lavorato o lavorano in quella dita che riuscì a realizzarsi e a funzionare dopo anni di grandi sacrifici sia dei primi cavatori pionieri che di tutta la comunità che lì sosteneva concretamente. «Molte volte Andrea si era fermato al bar – prosegue Poli – e aveva partecipato a festa di paese, perciò tanti di noi lo conoscevano. Anche se lo faceva per un’altra azienda, per noi era un compagno di lavoro. Rientreremo in cava con uno spirito e un pensiero rivolto a quello che è accaduto, un pensiero a lui e alla famiglia, e a tutti quelli che hanno vissuto questo dramma». —

Tiziano Baldi Galleni

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