Sicurezza
Uccise il padre, via al processo «Roberto è morto per asfissia»
Stefano Castellari, imputato di omicidio volontario, presente in Corte d’Assise. La ricostruzione di investigatori e familiari. La difesa: «È molto prostrato»
VIAREGGIO. Un clima di tensione forte in casa, dovuto alla malattia della madre. Sulla cui assistenza c’erano divergenze tra i familiari. È quanto emerso ieri (27 ottobre) nella prima udienza in Corte d’Assise a Lucca per il delitto di Roberto Castellari, 79enne pediatra: il figlio Stefano Castellari, 47, imputato di omicidio volontario, era presente e ha assistito alle testimonianze di investigatori e familiari.
Sono stati ascoltati dalla Corte due poliziotti intervenuti sul luogo del delitto, avvenuto il 29 aprile dell’anno scorso in via De Sortis al Varignano; sentite anche la badante della madre Margherita Giannoni (deceduta una settimana dopo l’omicidio) e una delle sorelle di Stefano. «Il perito nominato dalla Procura – spiega l’avvocato Luigi Velani, che assieme al collega Sandro Guerra difende Stefano Castellari – ha affermato che Roberto Castellari è morto per asfissia dopo la colluttazione con il figlio, ma non è dimostrato che questa sia avvenuta tramite l’utilizzo di un cuscino. È dimostrato che anche Stefano aveva ferite, una delle quali provocata da una pietra ornamentale». Le prossime udienze – presidente della Corte è il giudice Giuseppe Pezzuti, giudice a latere Raffaella Poggi mentre l’accusa è rappresentata dal procuratore Lucia Rugani – si terranno il 12 e 26 gennaio. Stefano Castellari resta in carcere: «È molto prostrato», dicono i suoi legali.
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