Sicurezza
Protesta in piazza contro le misure anticovid petardi, fumogeni e viale a mare bloccato
Il corteo organizzato dai gestori di palestre e impianti sportivi rischia di degenerare per colpa di qualche giovane esagitato
Viareggio
“Io vivo di sport”. Con questo slogan ieri sera (intorno alle 18) in Piazza Mazzini c'è stata una manifestazione, organizzata dai proprietari delle palestre, per protestare contro l'ultimo Dpcm del premier Conte, che impone fra le altre cose la chiusura di palestre, piscine e centri sportivi.
Neppure la pioggia ha fermato i circa duecento manifestanti, che sotto gli ombrelli e muniti di mascherina, si sono ritrovati nella centralissima piazza Mazzini, insieme ai proprietari delle palestre: non soltanto i loro clienti, ma anche moltissime persone comuni, lavoratori, commercianti (che hanno programmato un'altra manifestazione per questa mattina alle 10, sempre in piazza Mazzini) si sono aggiunti per urlare la loro rabbia contro il mini lock-down che penalizza moltissime attività economiche.
Purtroppo, come spesso succede, al gruppo pacifico, che si era limitato a scandire slogan per comunicare la disperazione e la paura per il futuro, si è unito un gruppo che ha cominciato a lanciare fumogeni e petardi proprio a ridosso delle auto che, in quel momento, stavano transitando lungo il viale Manin bloccando la circolazione. I più esagitati sono stati comunque tenuti a distanza e - mentre la zona veniva adeguatamente presidiata dalle forze dell’ordine - la manifestazione è proseguita in maniera pacifica fino verso la piazza del palazzo municipale.
«Ora basta – ha gridato qualcuno – se non moriamo di Covid moriremo di fame. Abbiamo bisogno di sostegno e ne abbiamo bisogno subito per noi e per i nostri dipendenti».
Come impone il decreto della presidenza del consiglio dei ministri in vigore da ieri, puntuali alle 18 le saracinesche di bar e ristoranti sono state abbassate e molti dei gestori che hanno le loro attività in Passeggiata si sono uniti alla protesta in corso per esprimere la propria rabbia e il proprio sgomento.
“Fatevi fare il caffè da Conte”. “Ora basta” “Libertà, libertà”: questi gli slogan che si sono sentiti ripetere con più insistenza.
Le nuove disposizioni metteranno in grave crisi molte attività che non sapranno più come andare avanti. La sensazione è che queste proteste potebbero essere solo all'inizio, poiché la rabbia di imprenditori, lavoratori, artigiani potrebbe crescere di giorno in giorno. La mancanza di certezza per il futuro, soprattutto dal punto di vista economico, potrebbe creare ripercussioni anche sul fronte dell'ordine pubblico e la manifestazione di ieri sera suona come un segnale in questo senso. Il timore che la situazione possa degenerare in disordini, mettendo a rischio la tenuta sociale del nostro paese, è davvero forte e non sarà facile tenerla sotto controllo. L'auspicio è che in nessuna circostanza e tanto meno a Viareggio, accadano episodi di violenza come quelli che sono avvenuti in questi giorni in altre città. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
