Il Tirreno

Versilia

Stop alle 18, bar e ristoranti scendono in piazza

Donatella Francesconi
Stop alle 18, bar e ristoranti scendono in piazza

I commercianti di Viareggio e della Versilia hanno organizzato la protesta per martedì mattina

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VIAREGGIO. Ritrovarsi domani, martedì, alle 10, in piazza Mazzini per protestare contro il nuovo Decreto del presidente del consiglio dei ministri che chiude ristoranti e bar alle 18: già da ieri pomeriggio un gruppo di esercenti si è incontrato per organizzare l’evento, attraverso il tam tam che corre su Whatsapp, con il nome di “La Rete Versilia”, «assolutamente apolitici», assicurano i promotori.

«Stasera celebriamo il funerale dell’aperitivo» è la voce che arriva dalla Passeggiata di Viareggio, “Caffé New York”, ultima sera del rito dell’aperitivo di qui al 24 novembre. Il bar rimane aperto, fino alle 18 come da nuovo Decreto del presidente del consiglio dei ministri, ma gli aperitivi, per questo bar come per molti altri molto frequentati proprio dalle 18 in poi, «rappresenta quasi il 50% dell’incasso». Anche al “New York”, come in tanti altri ristoranti e bar, torna la cassa integrazione.

E si fa sentire, in difesa del reddito di tutti, Antonella Pesetti, che gestisce il Gran Caffé Margherita, in Passeggiata: «Il presidente del consiglio Conte ha spiegato che si tratta di un provvedimento necessario per trascorrere “un Natale sereno”. Bene: con quali risorse? Sarebbe bene ci chiarisse se non si lavora come ci arriviamo a Natale».

Il pensiero per i dipendenti è anche di Massimo Barsotti, titolare del ristorante “Le Radici”, in Darsena, un riferimento certo proprio per le cene: «Apro a pranzo per continuare a garantire gli stipendi. E garantirò anche l’asporto. Detto questo abbiamo tutti dipendenti, pagamenti cui far fronte e dobbiamo continuare a lavorare. Il presidente del consiglio ha detto che vi saranno forme di rimborso. È come dire che si troverà qualche forma di vita sulla Luna: come, quando, quanto?».

Simbolica la serata organizzata ieri sera al ristorante “Tacabanda” di Torre del Lago: «Visto il nuovo Dpcm il Tacabanda ha deciso pizze classiche gratis per tutti e musica fino alle 23». Ed il ristorante-pizzeria “Newton” in Darsena - che ha già garantito che proseguirà il servizio da asporto - per ieri sera ha offerto tutte le pizze al tavolo al prezzo di 6 euro.

Asporto non solo per le pizze anche per il chiosco del viale dei Tigli “L’Oste Matto”, i cui titolari hanno organizzato scooter ed auto: «Forniremo tutti senza limiti di chilometri. Dove dovremo andare andremo», assicura Domenico Calsabianca, marito della titolare.

Maniche rimboccate, insomma, un po’ per tutti i ristoratori dopo la doccia gelata del nuovo Decreto. Ma c’è anche chi davvero viveva solo del pubblico “by night”: «Valuteremo se ci fosse un modo per restare aperti di giorno», commenta Tony Levato che gestisce il bar “Cosmopolitan” a Lido di Camaiore, «ma noi davvero viviamo dall’imbrunire. Qui non ci si rende davvero conto del futuro dei dipendenti di tante attività. Sono amareggiata, non tanto per la chiusura disposta, ma per questo popolo di non pensanti. Il gregge mi infastidisce».

Toni molto diversi quelli di Fabrizio Mormile, titolare del “Lemon Bar” di Marina di Pietrasanta, oltre che del “Coniglio cicalone” a Torre del Lago e del “Coniglio mandingo”, stessa Marina, rimasto chiuso nella stagione 2020, quella del virus: «Al “Lemon” facciamo ristorante e terremo aperto a pranzo sabato e domenica, giusto per non cadere nell’oblio. Certo, il danno è anche tutto quello che è nei frigoriferi. L’importante, però, è cercare di non prendere l’infezione. Sono preoccupato, come tutti nella categoria, ma ci preoccupa anche l’aspetto salute. Ora il problema è arrivare al momento di riaprire. D’altra parte io penso che la vita vada affrontata per quello che propone, tirando fuori il mandingo che è in noi».

Sulla pagina Facebook del ristorante “Romano”, a Viareggio, un post con le parole di Bruno Vespa, per il quale «chiudere significa ammettere di non saper controllare» ed il commento amaro «non avrei saputo dir di meglio». Che riassume lo spirito che unisce i gestori delle attività chiuse per un mese dalla 18 in poi.

Intanto tutti si stanno organizzando per la consegna a domicilio di ogni tipo di prodotto alimentare, birra compresa, come annuncia il birrificio “Let It Beer” di piazza Manzoni, che lavora e vive solo dal pomeriggio alla notte. Non resta, dunque, che la soluzione fornitura a casa, Visto che non siamo tipi da birra a colazione come nel Nord Europa. —


 

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