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Versilia

LA STORIA 

Da campeggio modello a luogo di degrado: interviene il Comune

Da campeggio modello a luogo di degrado: interviene il Comune

Aperto nel 1962 da Michele Basile ha accolto tanti turisti fino al 2009. Dopo lo sfratto, l’area è stata abbandonata

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forte dei marmi

Un viaggio lungo mezzo secolo, quello del Camping International Versilia, cominciato fra silenzi e borbottii prima che quel retaggio di terreno, inizialmente paludoso, si trasformasse in un villaggio di vita ad ogni declinare di stagione estiva.

Un villaggio che così come immaginato agli albori dal suo fondatore, Michele Basile, ha accolto dal 1962 al 2009 il succedersi di generazioni di ogni nazionalità, cultura, religione, ceto sociale: una comunità priva di barriere con in dote caravan, sacchi a pelo e tende. Più facile a dirsi che a mettere in pratica.

Eppure il sogno di Basile – casertano di origine e nel cuore, versiliese di adozione – che era poi quello di aprire un campeggio nella signorile e diffidente Forte dei Marmi – anche se in realtà il camping per poche decine di metri si trova sul comune di Seravezza – alla fine diventò realtà.

Ma a 11 anni dalla chiusura della struttura a seguito dello sfratto che la proprietà dei terreni impose a Basile e alla sua società di riferimento, fa male sempre al cuore vedere quelli stessi terreni abbandonati, in buona parte, al proprio destino, al degrado, alla sporcizia.

Così come fa tristezza quel cumulo di rifiuti scaraventi dalle parti dell’ingresso che per quasi 50 anni fece da dogana fra il mondo esterno e il villaggio.

«L’idea di un campeggio in Versilia negli anni del boom economico – aveva più volte ricordato Michele Basile scomparso due anni fa – poteva sembrare un’idea strampalata e infatti, le prime stagioni, furono all’insegna delle poche presenze, dei debiti e di piccole cattiverie che rendevano difficile il nostro lavoro. A qualche fortemarmino l’idea di avere in casa un campeggio, simbolo, a loro dire di una certa facilità di costumi, piaceva infatti meno di niente: la segnaletica veniva abbattuta, i clienti che chiedevano informazioni per strada su come raggiungerci venivano dirottati verso la Partaccia a Massa e c’era anche chi tirava sacchetti di rifiuti sempre dalla strada dentro il campeggio. Fra le tende. Un meridionale, come il sottoscritto, e un campeggio erano una pessima combinazione, per taluni. Ma poi le cose cambiarono anche perché la stragrande maggioranza dei versiliesi e della comunità di Vittoria Apuana aveva ben altro cuore e capì l’importanza del campeggio per il comprensorio e la serietà di lavoro della mia famiglia, di mia moglie Eufemia e dei miei figli. E alla fine – ricordava ancora Michele Basile – il Camping International Versilia diventò quello che avevo immaginato fin dal primo giorno: un luogo dove trascorrere una vacanza per un’intera stagione estiva o per pochi giorni all’ombra di una pioppeta, che accoglieva famiglie e giovani, italiani e stranieri, ovviamente con prezzi alla portata di tutti. E così l’idea, di tirare su un’attività a due passi dalle ville e dalla vita a cinque stelle di Forte dei Marmi, che sembrava forse azzardata, alla fine si è rivelata vincente. Oggi fa male vedere i terreni dei campeggi in quelle condizioni: quando ci passo davanti vorrei evitare di guardare oltre, ma è più forte di me. E allora tornano i ricordi, quello che poteva ancora essere e l’amarezza di fronte al degrado. Perché non era più solo il campeggio di Basile, no, era diventato il campeggio di tutta una comunità. Quella versiliese».

Che oggi chiede, come da ordinanza del Comune di Seravezza pubblicata in albo pretorio nei giorni scorsi, che venga fatta pulizia (peraltro in solo quindici giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza, pena grosse sanzioni), che venga recintata l’area per evitare abbandoni di rifiuti da ignoti e che venga restituita dignità ad un’area che, nel suo piccolo, ha fatto la storia della Versilia. —

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