Il Tirreno

Versilia

la crisi  

Burocrazia e covid spengono la lavanderia storica del paese

Cesare Bonifazi
Burocrazia e covid spengono la lavanderia storica del paese

La famiglia Pelosini gestisce la ditta da oltre cinquant’anni ma deve chiudere: «Problemi con la pensione, calo dei clienti e un locale che non si può adeguare»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Sono le piccole botteghe che fanno un paese, quelle che sono lì da tanti anni e che, anche se non hanno molti dipendenti, sono un punto di riferimento per un’intera comunità. A Massarosa, uno dei negozi storici, aperto da oltre 50 anni, abbasserà presto la serranda e in maniera definitiva. Si tratta della storica lavanderia Pelosini in via del Pastore. Una ditta a conduzione familiare guidata dal capofamiglia, Amerigo Pelosini, il quale per uno strano mix di burocrazia, calo del lavoro e problemi tecnici, dovrà dire addio alla sua clientela.

«Io lavoro qui da sempre e così mia moglie, da almeno 40 anni - racconta Amerigo - avremo voglia di continuare a farlo ma non ci è possibile in alcun modo. Dire addio a questo posto per noi significa rinunciare a un pezzo di casa, a un luogo che tutti i massarosesi conoscono».

L’annuncio è arrivato in primo luogo su Facebook: «Con rammarico dobbiamo annunciare che la lavanderia Pelosini il 31 Dicembre, dopo 53 anni di lavoro, è costretta a cessare l'attività, ora qui dovremmo dilungarci a spiegare come l’ottusità e l’incapacità dei nostri pasciuti governanti, costringano un’azienda a chiudere, per questioni prettamente burocratiche, ma meglio lasciar perdere. Vogliamo invece ringraziare di cuore tutti i nostri clienti che per così tanti anni ci hanno dato fiducia, e per il bellissimo rapporto che abbiamo stabilito con molti di loro».

I problemi sono di diverso tipo: in primo luogo Amerigo ha un’età pensionabile ma, con la sua contribuzione, continuare a lavorare significa rinunciare a parte della retribuzione. Inoltre nell’ultimo anno, anche a causa dell’epidemia gli affari non sono andati tanto bene: «Parliamo del più del 50% in meno rispetto allo scorso anno».

La soluzione sarebbe quella di trasferire la ditta al figlio di Amerigo: «La questione è delicata - spiega - quando è stata aperta la lavanderia, i vincoli erano molto meno stringenti. Il locale ora dovrebbe avere uno standard di altezza di almeno 2,45 metri, mentre il fondo è soltanto 2,25 metri. Stiamo parlando di venti centimetri che però fanno la differenza: un passaggio a mio figlio verrebbe considerato a tutti gli effetti una nuova attività e quindi questi parametri andrebbero rispettati. Ci vorrebbero investimenti, ma comunque in quel fondo non si può più fare niente. Proprio per questo - conclude Amerigo - chiudiamo in via definitiva. È un rammarico ma siamo obbligati. Andrò in pensione e mi dedicherò all’arte, proprio in questi giorni c’è una mia mostra a villa Gori. Intanto andiamo avanti fino a fine dicembre e abbiamo detto a tutti i clienti che devono tassativamente ritirare i propri vestiti entro quella data». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa