Gioco
A Villa Borbone una sede distaccata del dipartimento di architettura di Firenze
Il sogno di Andrea Innocenzo Volpe, professore universitario viareggino artefice del museo della Scuola Carabinieri
IL PROGETTO
«Ho un sogno per Villa Borbone». A poco più di una settimana dall’inaugurazione a Firenze di “Arca Memoriae”, l’area museale che raccoglie i cimeli della Scuola marescialli e brigadieri dei carabinieri che festeggia i cento anni dalla fondazione, parla così l’architetto che l’ha realizzato, il viareggino Andrea Innocenzo Volpe, professore associato in progettazione dell’architettura presso il dipartimento di architettura dell’Università degli Studi di Firenze, che lavora fra Italia e Giappone. “Arca memoriae” è stata concepita come uno spazio dove custodire sia i cimeli del passato che le testimonianze dell’odierno impegno della Scuola nel formare gli allievi mediante una sala video immersiva: l’area museale è stata ricavata all’interno della nuova sede della scuola, in prossimità dell’aeroporto di Firenze.
Come è nato quel progetto?
«Il progetto è frutto dell’accordo culturale che lega il dipartimento di architettura dell’Università di Firenze con la Scuola marescialli e brigadieri che mi vede coinvolto assieme alle colleghe Mariella Zoppi e Paola Puma. Abbiamo avuto meno di un anno per realizzarlo e il lockdown nel mezzo, ma siamo contenti del risultato che rappresenta un caso esemplare di collaborazione fra il mondo accademico e quello della professione. Il progetto esecutivo è stato infatti curato dagli architetti Bencini, Cesare e Cucurullo di Firenze, mentre gli arredi sono stati costruiti su disegno a tempo di record dalla ditta G8 Mobili che ha collaborato in passato con lo studio di Renzo Piano per la realizzazione della biblioteca universitaria nel Parco delle Albere a Trento; peraltro dallo studio di Genova ci hanno fatto i complimenti per l’esito dei lavori».
Come si può visitare il museo?
«Purtroppo “Arca Memoriae” si potrà visitare su prenotazione una volta archiviato questo periodo complicato. La Scuola marescialli e brigadieri intende infatti aprirsi alla città di Firenze anche se la priorità in una prima fase sarà data alle visite delle scuole. Sa, ci sono reperti interessanti, come il registro dei voti del martire Salvo D’Acquisto, che è stato uno dei primi allievi di questo importante istituto militare, attualmente il più grande in Europa; ma appunto per le visite meglio aspettare la fine della pandemia. A proposito, quando torneremo a una parvenza di normalità, auspico che si possa realizzare un sogno che riguarda Viareggio di cui parliamo molto con il direttore del dipartimento di architettura Saverio Mecca e con il nuovo che presto si insedierà Giuseppe De Luca».
Quale? Può raccontarcelo?
«Vede in dipartimento a volte si scherza perché non sono pochi i professori viareggini, alcuni addirittura con ruoli istituzionalmente importanti come la presidente della scuola di architettura, la professoressa Susanna Caccia. Ebbene fra noi gira una battuta: ovvero fare il dipartimento di architettura Viareggio. Del resto siamo già presenti nel comitato di gestione di Villa Borbone del Comune con ruoli di consulenza e indirizzo e ci piacerebbe implementare i rapporti con l’amministrazione comunale proponendo una Summer School in Villa. Seminari internazionali di Architettura, Paesaggio, Disegno Urbano, Restauro e Rilievo che possano essere organizzati a livello internazionale nei mesi di bassa stagione, anche per sostenere l’economia locale; penso ai ristoratori, gli albergatori, ai campeggi, portando professori e studenti italiani e stranieri in visita nella nostra città. Il nostro dipartimento ha infatti numerosi accordi internazionali con università estere e personalmente mi piacerebbe invitare quelle con cui collaboro fra Giappone e Messico. Del resto l’offerta sarebbe assai attrattiva; la spiaggia della Lecciona, coinvolgendo anche il Parco, potrebbe diventare una sorta di grande foglio da disegno dove poter far sperimentare agli allievi allestimenti temporanei con tecniche di autocostruzione usando i legni straccati sulla spiaggia unendo così alta formazione e divertimento, sostenendo l’economia e l’immagine del territorio. Pensi, avrei già lo slogan: “Architettura, frittura, abbronzatura”. Fantastico, no?». —
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