Gioco
Strage, in difesa di Moretti l’Associazione società per azioni
Lungo e complesso elaborato di “Assonime” per contestare la condanna in Corte d’Appello in qualità di amministratore delegato di Ferrovie
viareggio
Il sistema-impresa è cosa complessa da capire, analizzare, comprendere in tutte le sue dinamiche: è questa la tesi, in sintesi, del lungo documento redatto e pubblicato in questi giorni da “Assonime”, Associazione fra le società italiane per azioni, a sostegno della difesa di Mauro Moretti, ad amministratore delegati di Rete ferroviaria italiane e di Ferrovie italiane, condannato anche dalla Corte d’Appello di Firenze - oltre che dal Tribunale di Lucca in primo grado - nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio, 32 morti il 29 giugno 2009, non solo per il ruolo svolto come ad di Rfi, ma anche per quello analogo ricoperto in Fs. Con i giudici fiorentini ad accogliere le argomentazione delle parti civili che hanno dimostrato, prova su prova grazie al lavoro dei consulenti, il ruolo di uomo solo al comando che lo stesso Moretti esercitava anche nei confronti delle società controllate di Fs, Rfi e Trenitalia.
«La Corte mostra una conoscenza relativa delle dinamiche aziendali che presidiano il processo di gestione dei rischi all’interno dei gruppi di imprese», si legge nel documento che non ha un “padre” con nome e cognome.
Singolare è il ragionamento impostato quando il testo di “Assonime” si avventura su quel “fare” di Moretti anche per conto delle società controllate che ha convinto la Corte d’Appello di Firenze alla condanna anche nelle vesti di amministratore delegato della holding: «Non può ritenersi», si legge, «che la firma di bozze (prive di valore giuridico vincolante) di contratti di servizio tra società controllate e Regioni, posta in essere con la finalità di dare risalto a tali accordi, così come pure la stipula di protocolli di intesa con le Regioni, propedeutiche alla conclusione dei relativi contratti, o le relazioni istituzionali direttamente coltivate dall’amministratore della controllante nell’interesse del Gruppo, quale manager stimato e qualificato, possano di per loro configurare quella prova rafforzata che nel diritto penale serve per affermare la qualifica di amministratore di fatto e la conseguente responsabilità penale del soggetto in capo al quale è riconosciuta».
Insomma, Mauro Moretti - manager di Stato, perché Ferrovie sono società pubblica - quando si presentava al cospetto dei presidente di Regione o loro delegati (e si ricordi che le Regioni sono titolari del trasporto pubblico locale, anche su rotaia), era in trasferta (con denaro pubblico) per così dire “pubblicitaria”. Il che fa pensare che avrebbe potuto tranquillamente inviare un video di saluti, se il suo ruolo altro non era che quello di “metterci la faccia”.—
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
