Il Tirreno

Versilia

i commercianti 

C’è chi chiude la sera e chi conta su affitti ridotti

d.f.

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viareggio

C’è chi - tra i ristoratori viareggini - ha deciso per una chiusura della attività la sera, tranne che nel fine settimana. Perché Viareggio già da qualche sera è deserta, perché nella fascia di età dai 60 anni in su ci si è già rinchiusi tra le pareti di casa, perché il costo del personale si fa sentire se i tavoli rimangono vuoti. «Aprirò la sera solo venerdì e sabato», spiega Fabio Gentili, titolare del bar-trattoria “Nostromo”, in Darsena a Viareggio.

«La chiusura a mezzanotte mi sta bene», è la voce di Massimo Barsotti, titolare del ristorante-pizzeria “Le Radici”, anche questo in Darsena: «Se l’orario di chiusura fosse stato fissato alle 23, allora avrei dovuto pensare ad un orario continuato 12-22». Barsotti punta il dito su un aspetto e non è il solo a farlo: «Il problema è far capire le limitazioni ai clienti. A loro dovrebbero essere fatte le multe, perché c’è proprio chi non vuol capire». La preoccupazione rimane comunque altissima: «Abbiamo fatto un’estate di lavoro che ci ha consentito di pagare tutto quello che dovevamo. Certo, così, è dura».

Da Viareggio a Lido di Camaiore, Tony Levato, gestisce il “Cosmopolitan”, tra i locali più frequentanti dai giovani versiliesi: «Cerchiamo di stare aperti, anche se non si guadagna niente. Ma lo si fa per i dipendenti». anche Levato sottolinea il fattore clientela che “resiste”: «I clienti provano a restare, a chiedere di poter consumare ancora. Ci sono i cartelli, lo sanno, ma ci provano. Noi, alle 23,30, smettiamo di servire».

Dalla Passeggiata di Viareggio arriva la voce di Antonella Pesetti, che gestisce il bar/ristorante del Gran Caffé Margherita, locale simbolo di Viareggio: «La situazione è complicate ed in Passeggiata abbiamo tutti bisogno di trovare un dialogo con i concessionari. L’estate ci ha dato un po’ di fiato, dopo il lockdown, ma l’ottobre ha portato tutte insieme le scadenze fiscale. E va contato che veniamo da anni in cui la stagione non era più quella di qualche anno fa, in Passeggiata. Se poi il consumo al tavolo obbligatorio dalle 18 in poi dovesse comportare anche il servizio al tavolo mi chiedo quanto dovrei far pagare una bibita od una bottiglietta d’acqua ai tanti giovani che passano il pomeriggio al Margherita...». —



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