Il Tirreno

Versilia

la cerimonia 

Una panchina rossa per ricordare le violenze di genere

Donatella Francesconi
Una panchina rossa per ricordare le violenze di genere

Inaugurato il simbolo per Vanessa Simonini, uccisa a 20 anni Raffaelli (Casa delle donne): «Non saremo mai indifferenti»

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Viareggio

«Se vi fosse rispetto non avremmo bisogno della panchine rosse»: in piazza Campioni, a Viareggio, risuonano le parole di Maria Grazie Forli, madre di Vanessa Simonini, uccisa a Gallicano nel dicembre 2009, a soli vent’anni, da chi credeva amico. La panchina rossa inaugurata sulla Passeggiata viareggina, simbolo della lotta alla violenza contro le donne, è la numero 88, grazie all’impegno incessante della associazione “Non ti scordar di te”. All’iniziativa ha partecipato anche la Casa delle donne di Viareggio, la cui presidente Ersilia Raffaelli ha annunciato l’idea di una catena umana lungo la Passeggiata, il prossimo 25 novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere: «Indifferenti mai», sono le parole di Raffaelli. La quale ha anche raccontato come il Centro anti violenza stia vivendo un fenomeno nuovo: «Amici, colleghi, vicini di casa cercano il Centro, ci segnalano situazioni di violenza, ci chiedono cosa fare». La panchina rossa di Viareggio è dedicata a Vanessa, come tutte le altre inaugurate, ma anche a Chiara Corrado, la donna di 40 anni trovata morta in una roulotte abbandonata, uccisa dal convivente un anno fa. «Le panchine rosse», spiega il Coordinamento delle donne dello Spi-Cgil che si è battuto affinché anche Viareggio avesse una panchina rossa, «richiamano l’attenzione dei passanti ed invitano ad una sosta per ricordare la storia della sottomissione delle donne alla cultura patriarcale: si chiamano con i nomi delle donne cui sono dedicate, la cui vita è stata stroncata dalla violenza maschile».

Presenti all’iniziativa anche il vice sindaco di Viareggio, Federica Maineri, la segretaria generale della Cgil Toscana, Dalila Angelini ed i ragazzi e le ragazze dell’Istituto “Piaggia” di Viareggio che hanno lavorato ad un progetto contro la violenza sulle donne con le classi quinta turismo (dello scorso anno scolastico) e terza liceo Artistico multimediale. «È un momento importante questo, forse arrivato un po’ troppo tardi», ha detto Angelini, intervenendo in piazza: «Il messaggio forte che deve passare è che la democrazia di un Paese si può affermare partendo dai diritti delle donne». —

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