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Settore a rischio 

In bilico anche i parrucchieri «Così non sopravviveremo»

G. B.
In bilico anche i parrucchieri «Così non sopravviveremo»

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viareggio

Non solo sport e wellness. Anche il settore “beauty” – dai saloni di parrucchieri ai centri estetici – potrebbe venire drasticamente colpito dal nuovo dpcm che il governo Conte potrebbe varare già a partire dalla giornata di domani. Una potenziale chiusura destinata a lasciare un segno tragico e a mietere numerose vittime in un campo che – già fortemente colpito dal primo lockdown – non si è mai davvero ripreso del tutto sebbene la clientela abbia in buona misura ripreso a tornare.

«Quando ho iniziato a sentire le indiscrezioni che circolavano sul nuovo decreto non ci volevo credere: è più di una semplice preoccupazione, la scorsa notte non ho chiuso occhio dal terrore che ci facciano nuovamente chiudere – ammette tra le lacrime Gabriele Pardini, titolare dell’omonimo salone di parrucchiere a Lido – alla prospettiva di abbassare di nuovo la saracinesca non so davvero come reagire: non avremmo i soldi per andare avanti. Il 20 agosto abbiamo dovuto pagare le tasse del 2019, dal 16 ottobre hanno iniziato a chiederci le rate che erano state bloccate durante il lockdown: a dicembre per pagare la tredicesima ai miei dipendenti, che hanno ricevuto la cassa integrazione di aprile solo una settimana fa, contavo sulla maggiore flusso di clienti per le festività – spiega – ma se dovrò chiudere come posso farlo? Francamente non so proprio se la mia attività potrebbe superare una nuova chiusura e io – conclude – parto “avvantaggiato” perché il mio fondo non è in affitto».

Già, perché le spese non sono poche se oltre ai dipendenti e al calo di clienti (dovuto all’obbligo di contingentare gli ingressi) si deve fare i conti con le spese di mantenimento del proprio negozio.

«Non siamo solo preoccupati, siamo furiosi con chi ci vuole fare questo – dichiara Paolo Chiocchetti, proprietario del salone Chiocchetti Coiffeur di Viareggio – abbiamo predisposto ogni misura possibile per garantire la sicurezza ai nostri clienti, sanifichiamo di continuo, compriamo tutto il materiale monouso: se lo Stato nonostante questo ci chiude significa che vuole affossare la nostra categoria. Non solo – aggiunge – ma andrà a gravare pesantemente sui dipendenti: io sono riuscito a mantenerne cinque anche dopo il lockdown ma se dovrò far fronte nuovamente alla batosta di una chiusura prolungata sono costretto a mandare a casa almeno due di loro per far sopravvivere l’attività. Dobbiamo farci sentire e spingere la nostra protesta fino a Roma: la situazione è insostenibile».

Parole pesanti a cui fanno eco quelle di Mario Stagi, storico parrucchiere viareggino e titolare dell’Hair-Studio Mario. «Siamo massacrati da regole che ci impediscono di vivere – commenta – capisco l’estrema gravità di questa pandemia, ma come si può chiedere il sacrificio di chi già rispetta parametri di sicurezza molto elevati e che ha investito per farlo e per tenere viva la propria attività? Io non so se riuscirei a trovare le risorse e la forza per riaprire dopo una nuova chiusura ma a preoccuparmi di più – dichiara Stagi – è il futuro dei sette ragazzi che lavorano per me che, lasciati allo sbando da questo governo, non avrebbero più modo di portare il pane a casa». —

G. B.

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