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Vallecchi riscopre Mario Tobino: ristampato il romanzo d’esordio

Claudio Vecoli
Vallecchi riscopre Mario Tobino: ristampato il romanzo d’esordio

Torna in libreria per la storica casa editrice fiorentina «Il figlio del farmacista», autobiografia della giovinezza dello scrittore pubblicata nel lontano 1942 

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Viareggio

È stato la prova d’esordio di Mario Tobino nella narrativa dopo le prime esperienze nel campo della poesia. Ed è uno dei libri dove più è protagonista Viareggio. A quasi ottant’anni dalla prima pubblicazione, è tornato in libreria proprio in questi giorni Il figlio del farmacista, il romanzo autobiografico in cui il grande scrittore viareggino racconta la sua giovinezza, quando - appunto - per tutti l’allora trentaduenne Tobino era semplicemente il figlio del farmacista.

A recuperarlo dagli archivi e a ristamparlo all’interno di una interessante operazione di riscoperta che ha riguardato anche altri autori della sua “scuderia” (da Giovanni Gentile a Piero Bigongiari) è la Vallecchi, prestigiosa e autorevole casa editrice fiorentina fondata nel lontano 1913 e che ha avuto fra i suoi scrittori molti dei nomi che hanno caratterizzato la letteratura italiana del secolo scorso: da Curzio Malaparte a Prezzolini, da Soffici a Palazzeschi, da Campana a Ungaretti. Oltre che, appunto, Mario Tobino.

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Il figlio del farmacista, scritto nel 1938 ma pubblicato solo nel 1942, è una autobiografia sulla giovinezza, sulla passione per la letteratura e sulla vocazione per la scrittura con tutto ciò che ne consegue: pena e solitudine, ma anche felicità e gioia. L ’autore e la sua formazione, il suo modo di vedere e percepire il mondo sono le fondamenta della storia. Nel libro - impreziosito da una introduzione del critico e storico della letteratura Giulio Ferroni - ritroviamo così la vita della Viareggio che tanto ha amato e che all’epoca era ancora una piccola città di mare e di pescatori che cominciava ad affacciarsi sulla scena del turismo; la farmacia del padre Candido in piazza Cavour (dove si trova tutt’ora, gestita dai nipoti); gli studi universitari a Bologna e la laurea in medicina, conseguita durante il fascismo; il manicomio di Maggiano dove inizia a lavorare e lo struggimento per la poesia.

«Pur segnando l’esordio di Mario Tobino nella narrativa - si legge nel risvolto di copertina del libro - Il figlio del farmacista possiede già tutte le tematiche e il lirismo che caratterizzeranno la produzione futura dell’autore».

Scrive invece Giulio Ferroni: «In questa miracolosa operetta, “fervida e passionata”, il giovane medico poeta disegna il proprio destino, il proprio futuro di scrittore nel manicomio, di psichiatra e narratore sostenuto dall’amore per la vita e per la poesia, per l’inafferrabile bellezza e per l’immedicabile dolore».

E dietro l’interessante opera di recupero dell’esordio di Tobino nella narrativa c’è lo zampino letterario di un altro viareggino - lo scrittore Divier Nelli - che ha fatto da consulente editoriale di Vallecchi per tutta l'operazione. —
 

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