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Sant’Anna accoglie le famiglie del rogo alla Thyssenkrupp
stazzema
Una scelta di luogo significativa per un incontro che unisce passato e presente: questa mattina alle 10,30, all’esterno della chiesa di Sant’Anna di Stazzema si incontro la strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema e la “strage operaia che si è consumata a Torino nella sede della multinazionale Thissenkrupp, il 6 dicembre 2007. Furono 560 le vittime sulle Apuane, il 12 agosto 1944; sono sette le vittime del rogo operaio a Torino, i cui familiari attendono ancora oggi che giustizia si compia. Perché proprio questa estate la Procura tedesca di Essen ha autorizzato un regime di semilibertà per Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due manager di Thyssenkrupp condannati a 5 anni di carcere per omicidio e incendio colposo, in qualità di corresponsabili dell’incendio che causò la morte dei 7 operai a Torino.
Una semilibertà decretata non appena i due manager hanno toccato le porte del carcere, a distanza di mesi dal rigetto del ricorso che avevano presentato contro la sentenza del Tribunale di Hamm, Renania-Vestfalia.
L’iniziativa che ha come scopo «la memoria per unire ogni morto ed ogni strage e comprendere le cause, le responsabilità ed i nostri compiti, è stata organizzata dal Coordinamento lavoratori/lavoratrici autoconvocati per l’unità della classe.
Sarà presente all’appuntamento a Sant’Anna una delegazione di familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio che da subito dopo la tragedia di Torino sono entrati in contatto con le “mamme della Thissen”, le quali sono entrate a fare parte del Coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo”, il quale unisce i familiari delle vittime della grandi stragi italiane che l’uomo poteva evitare ma così non è stato. —
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