Gioco
I ladri si infilano attraverso un oblò da 60 centimetri e rubano palmari e bici
Colpo da 5mila euro al bagno Venezia. Il titolare Marco Daddio: «C’è un problema di sicurezza»
LIDO. Rubano cinque palmari, una bicicletta, un costoso avvitatore e due cartoni di vino. Il furto avviene a Lido di Camaiore all’interno del bagno Venezia di Marco Daddio, presidente dei balneari lidesi.
Secondo una prima ricostruzione, i ladri (o il ladro, ancora da stabilire) mettono a segno il colpo tra le due e le quattro di giovedì notte. Per farlo utilizzano due sedie che si trovano dentro lo stabilimento balneare, si recano nella zona che solitamente viene utilizzata dai dipendenti, nella parte retrostande dell’immobile e aprono un oblò che funge da finestra. Le sedie vengono piazzate proprio sotto l’oblò e i ladri si infilano attraverso il foro dalla circonferenza di poco più di sessanta centimetri. Una volta dentro i ladri incominciano a rovistare e trovano subito, nel cassetto che si trova sotto alla cassa, i cinque palmari che solitamente vengono utilizzati dai dipendenti per il ristorante. Lo stabilimento non viene messo a soqquadro perché i ladri riescono subito a trovare quello che può interessare loro: una bicicletta nuova del figlio di Daddio, un costoso avvitatore e due cartoni di vino. I ladri, per non farsi mancare nulla, prendono pure i pochi spiccioli che si trovano dentro alla cassa.
«Si è accorto del furto mio figlio che è andato al bagno per prendere la bicicletta e non l’ha trovata - racconta Daddio - solo a quel punto ci siamo accorti del furto. In tutto avranno preso refurtiva per circa 5mila euro. Sono andato proprio stamattina (ieri per chi legge, ndr) a fare la denuncia dai carabinieri. Purtroppo non sono in grado di fornire immagini delle telecamere di sorveglianza perché non sono installate in quella zona che solitamente viene frequentata dai dipendenti e non dai visitatori. Dopo la rapina che subii nel Natale del 2011 davanti al mio negozio non avevo più subìto atti delinquenziali. Da quel 2011 ad oggi, ho sentito parlare di sicurezza, di certezza della pena, di controlli, ma niente è cambiato. Solo tante chiacchiere politiche ed elettorali che portano sempre alla solita conclusione: ha più tutela la libertà di delinquere, che la libertà d'impresa».
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