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Versilia

La rivista Vanity Fair incorona la libreria Nina tra le più belle d’Italia

La rivista Vanity Fair incorona la libreria Nina tra le più belle d’Italia

Sorta nei locali dell’ex cinema Centrale, condivide il proprio spazio con un antiquario. I proprietari: «Un onore essere citati» 

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il riconoscimento

Ascoli, Torino, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Catania, Milano e poi una libreria di Pietrasanta tra le dieci più belle segnalate da Vanity Fair: è la Libreria Nina in via di Mezzo, che si trova in una location a dir poco unica, in un ex cinema, neanche a dirlo chiamato Centrale, che è rimasto attivo fino agli anni’60, in cui c’erano addirittura le balconate in uno spazio che oggi non consentirebbe certo l’esistenza di una sala cinematografica.

Oggi la Nina divide lo spazio con un negozio di antiquariato: un po’ di libri, circa 6mila titoli, poi mobili d’antiquariato e cristalli che chiedono ai lettori una po’ di concentrazione negli spostamenti, con un’isola riservata ai bambini, lontana dai pericoli e la macchina del caffè per un momento di relax e d’estate una corte interna per le presentazioni.

La Nina è un negozio unico che resiste anche in una situazione difficile come quella attuale, non certo e non solo per la bellezza dell’ambiente, ma per la capacità di Andrea e Valentina, i proprietari di fare della libreria uno spazio vivo.

«Quest’estate una signora si è presentata dicendo che stava preparando una rivista sul turismo al femminile e ci chiese delle notizie sulla nostra libreria – commentano Andrea Geloni e Valentina Bertolini – poi due giorni fa una amica mi ha mandato il link di Vanity in cui c’è la foto del nostro spazio. È un onore essere con alcune delle librerie più importanti del nostro Paese. Una grande soddisfazione».

«Chi ce la fa - scrive Vanity Fair - sono le librerie che inventano qualcosa di speciale, ma soprattutto chi ce la fa instaura un rapporto con i propri clienti, con i lettori», si legge nell’articolo che accompagna la gallery.

«Dire che le librerie prosperano in questa fase non è esatto: ci siamo dovuti inventare il mestiere: tutti i dati dicono che l’editoria soffre meno di altri settori e salvo sorprese chiuderà il 2020 con una perdita minima. Questo dappertutto. I libri sono stati un’ottima compagnia per tempi difficili. E all’interno di questa perdita soffrono molto di più le catene rispetto agli indipendenti che si sono inventati le consegne a domicilio – noi continuiamo a farle gratis in tutto il Comune – e un sistema molto economico di spedizione che si chiama libri da asporto, praticamente gratis grazie al contributo di librai e editori. La sfida è aver cercato di fidelizzare i clienti anche quando non abbiamo avuto la possibilità di fare le presentazioni». —

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di Redazione web