Il Tirreno

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il ricordo  

Venticinque anni fa la terra si apriva a Camaiore

Cesare Bonifazi
Venticinque anni fa la terra si apriva a Camaiore

Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre del 1995 una voragine si formò a Le Funi. Il testimone: «Scricchiolii tutta la notte e poi la strada sputò fuori acqua»

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CAMAIORE. Un mostro degno dei più spaventosi film di fantascienza: una voragine improvvisa che da un giorno all’altro si è portata via le case dei camaioresi. Sono passati venticinque anni da quella notte tra il 14 e il 15 ottobre del 1995, nel mezzo ci sono stati interventi di governi, studi geologici e un monitoraggio costante del territorio. Fu il primo sinkhole, un buco profondo 18 metri e largo 30 che fece sfollare dalle proprie case circa 100 persone. Giuseppe Bartelloni, primo a dare l’allarme quella notte, racconta di come solo dopo un po’ ha capito quanto abbia rischiato la vita, sua e dei suoi familiari.

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«È la prima volta che racconto tutto l’episodio dopo quello che è accaduto - confessa al Tirreno - Quel giorno ero tornato dal salone nautico di Genova, ero andato lì per lavoro. La sera dopo cena ero in un bar a Marignana quanto mi chiamò mia moglie dicendo che sentiva degli scricchiolii sospetti dal piano di sotto. Abitavamo all’epoca in una casa a due piani, sotto ci stavano dei nostri familiari e sopra noi. Saranno state circa le 10 e, visto che mi sembrava particolarmente preoccupata, rincasai. Quando arrivai là, salii le scale e aprii la porta. Sembrava tutto a posto ma non riuscii a richiuderla:non combaciava e pensai che fosse un problema della serratura».

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Ma così non era e nel giro di poco tempo sarebbe scoppiato l’inferno in via fratelli Cervi: «Continuammo a sentire rumori e poi un tonfo - continua nel racconto - mi affacciai dalla finestra e vidi nella casa di fronte alla mia una grossa crepa a circa un metro dalla grondaia. Era già mezzanotte e mi accorsi che la strada era diventata come una serie di dune di sabbia. Non capivo cosa stesse succedendo. Scesi in strada e sentii un forte odore di gas: i movimenti del terreno avevano rotto il tubo. Presi mia figlia e la portai dai nonni. Chiamai i vigili del fuoco che ripararono la fuga ma c'era ancora qualcosa che non tornava. Ce ne rendevamo conto tutti che quello che stava accadendo in strada non era normale. Decisero di far evacuare tutti e andai personalmente a suonare ai campanelli per dare l’allarme».

Ancora però non era chiaro il pericolo. Dopo poco arrivò anche l’allora sindaco di Camaiore Cristiano Ceragioli: «Era l’alba - racconta Bartelloni - e fu allora che la forza della natura si sprigionò. Improvvisamente l'acqua venne su di forza e aprì un cratere dalla duna nella carreggiata. Un tonfo tremendo e l’acqua scese di nuovo. Sembrava una bomba e la strada franò.

Una scena impressionante: «Non ho mai visto niente di simile in vita mia. La casa davanti alla mia crollò e la mia si inclinò di 30 gradi. Fu uno spettacolo che non avrei mai pensato di vedere. L’allora sottosegretario della Protezione civile Barberi, originario di Forte dei Marmi ebbe l’intuizione di buttare nella buca sassi di cava; mi ricordo che intervenne l’esercito e da tutte le cave del circondario arrivarono camion pieni di sassi. Se non fosse stato per questo, si sarebbe formato un lago di 300 metri. Realizzai dopo giorni che ci siamo salvati per un pelo. Ricordo che sfollammo in un albergo e mia figlia, che era piccola, si stupì di trovare a colazione tutto il vicinato nella sala dell’hotel. Da quel giorno sono passati anni e noi abbiamo ricostruito altrove le nostre case ma quel ricordo lo porto sempre con me: a pensarci adesso mi scuote ancora l’animo». 
 

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