Il Tirreno

Versilia

la lettera 

«Ridurre l’attesa per i bimbi disabili»

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viareggio

«Sono la mamma di un bimbo disabile e scrivo per mettere in luce una situazione che molte famiglie stanno vivendo», racconta al Tirreno Sara Lepore. Che continua: «È sempre più frequente che un alunno si debba sottoporre al tampone naso faringeo. Ci sono bambini in attesa della chiamata Asl da una settimana. Dalla segnalazione del pediatra alla chiamata del Cup, al risultato: minimo 7 giorni di attesa».

Cosa accade quando ad attendere è un bambino con disabilità? «Ve lo spiego io», continua Lepore: «Accade che il bambino perde la scuola, spesso sua unica fonte di esperienza sociale tra pari. E quanto più la disabilità è grave tanto più questo aspetto è accentuato. Perde le terapie riabilitative: logopedia, psicomotricità. Accade che le famiglie sono lasciate sole 24 ore su 24 a gestire il figlio e la sua disabilità. Solo a chi conosce questa realtà, ed in particolare alle famiglie, è possibile capire cosa significhi per un bambino arrestare improvvisamente la propria routine. Significa spesso rimanere isolato da un mondo che invece continua ad andare avanti ad una velocità sostenuta».

Le famiglie di questi bambini «sono già state colpite duramente durante il lockdown. Le famiglie con figli disabili non dovrebbero essere lasciate mai sole. Viene richiesta loro una buona dose di pazienza... è davvero giusto approfittarne? Non sarebbe il caso di prevedere una certa priorità per i bambini che devono fare il tampone?». —

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