Sicurezza
Stagi: un altro inverno senza teleriscaldamento per Pruno e Volegno
LA protesta
«Siamo ormai alle porte con l’inverno e il teleriscaldamento di Pruno e Volegno rimane inattivo, o meglio, essendo state smantellate le caldaie non c’è speranza che possa ripartire». A dirlo, con rammarico e critica, è Baldino Stagi, ex consigliere comunale di minoranza nello scorso mandato amministrativo. «Abbiamo assistito allo smontaggio dei bruciatori da parte di tecnici specializzati, alcune settimane prima dell’apertura delle urne a significare un “impegno” che non c’era: l’ennesimo inganno. Si sarebbe almeno potuta risparmiare la spesa dello smontaggio», accusa Stagi.
Questo è il quarto inverno con il teleriscaldamento fermo e nel frattempo le decine di famiglie di Pruno e Volegno che si erano allacciate all'impianto a biomasse sono tornate ai sistemi precedenti, con ulteriore dispendio di soldi. «E che possiamo pensare - continua Stagi - di quei cittadini che hanno dovuto spendere migliaia di euro per acquistare gli scambiatori per allacciarsi a quelle tubazioni che non portano altro che rabbia. Farebbero bene, forse, a muovere causa al Comune con buone probabilità di vedersi riconoscere una ragione sacrosanta. Anche il teleriscaldamento si annovera ormai fra le cattedrali nel deserto, come troppo spesso accade nel Bel Paese».
Il cuore di quel sistema di riscaldamento termico e dell'acqua calda avrebbe dovuto essere la filiera che aveva come base il taglio dei boschi per ricavarne legname: «Se almeno in quelle caldaie si fosse arso qualche ramo proveniente dai nostri boschi, gli amministratori, vecchi e nuovi, avrebbero un appiglio a cui aggrapparsi per giustificare quella trovata, ma così non è stato». —
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