La protesta
Inchiesta per tentata corruzione, ecco chi sono i cinque nel mirino
Tre sono consiglieri comunali: avrebbero promesso soldi al consigliere Brocchini per far cadere l'amministrazione Coluccini. Lui li ha denunciati: "Dicevano che era una mossa politica, oggi è chiaro che non è così"
MASSAROSA. Un vero e proprio terremoto sta scuotendo Massarosa: l'inchiesta dei carabinieri, coordinata dalla Procura, ha portato a cinque indagati (tra cui tre consiglieri comunali) per il presunto tentativo di corruzione denunciato dal consigliere comunale di maggioranza Giovanni Brocchini, appartenente alla lista Civica Massarosa. Che, appoggiata da una coalizione di centrodestra, ha portato alla vittoria delle elezioni l’attuale sindaco di Massarosa Alberto Coluccini.
Lo scorso luglio Brocchini si era rivolto ai carabinieri per denunciare che alcuni esponenti politici locali gli avevano offerto del denaro, affinché non si presentasse in consiglio comunale così da non far approvare il bilancio e determinare la fine dell’attuale amministrazione.
"I carabinieri della stazione di Massarosa hanno quindi subito avviato un’attività d’indagine che ha consentito di avvalorare quanto denunciato dal consigliere comunale", si legge in una nota dell'Arma.
Cinque sono i denunciati, tra cui i consiglieri comunali Sisto Dati, 69 anni, Mascia Garibaldi, 48, e Lorenzo Ghiara, 56, tutti appartenenti alla lista "Massarosa c'è" di cui Ghiara è capogruppo. Gli altri due sono l'ex consigliere comunale di centrodestra Luca Morgantini, 49, e Stefano Allegri, 53, marito della consigliera Garibaldi. I cinque sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura di Lucca per il reato di istigazione alla corruzione.
Secondo i carabinieri "i cinque si erano organizzati tra loro per convincere il consigliere comunale di maggioranza a non presentarsi al consiglio comunale per l’approvazione del bilancio triennale in modo tale da far cadere l’amministrazione in carica. Per fare ciò, gli avevano promesso una somma di denaro di circa 6/7 mila euro ed una progressione della sua carriera politica".
"Il tutto - proseguono dall'Arma - era avvenuto non solo tramite telefonate dirette, ma anche tramite incontri personali con la vittima, che comunque non aveva mai accettato e si era rivolto subito ai carabinieri per denunciare il fatto. Proprio in occasione di un incontro tra alcuni degli indagati ed il consigliere comunale, quest’ultimo era stato addirittura quasi perquisito, per accertare che non avesse qualche sistema di registrazione nascosto con il quale avrebbe potuto registrare ciò che gli proponevano".
"È finalmente emersa la verità, né più né meno - dichiara il consigliere Brocchini, autore della denuncia - ovviamente non conosco i dettagli dell’indagine che ha fatto seguito alla mia denuncia, ma ringrazio le forze dell’ordine che evidentemente si sono adoperate in tempi rapidi per confermare il mio esposto. In molti - commenta Brocchini - hanno creduto che la mia denuncia non fosse sostenuta da fatti reali, che fosse solo una mossa politica: oggi finalmente mi sento tutelato da queste maldicenze. Da parte mia c’è sempre e solo stata la volontà di denunciare un fatto molto grave. Adesso - conclude il consigliere di Massarosa - spero solo che dopo l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine anche la magistratura faccia altrettanto e porti fino in fondo questa vicenda".
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