La manifestazione
Eureka, appello per le educatrici
I genitori chiedono che Barbara, Elena ed Emanuela non vengano sostituite col personale di una cooperativa
PIETRASANTA
«Ci fa piacere il ripensamento del Comune sulla chiusura del centro gioco Eureka, ma non condividiamo l’ipotesi di sostituzione delle tre educatrici». È questo in sintesi il contenuto della lettera che i genitori dei piccoli della struttura del quartiere Africa hanno deciso di scrivere al sindaco Alberto Giovannetti e all’assessore Francesca Bresciani.
La questione è nota: l'amministrazione Giovannetti aveva deciso, nelle scorse settimane, di chiudere la giocheria che accoglie, mediamente ogni anno, una cinquantina di bambini per un percorso di socializzazione e didattico che accomuna utenti, genitori ed educatrici. Una chiusura dettata, in particolare, dalla volontà di utilizzare le stesse educatrici negli uffici comunali in quanto dipendenti dell’ente. Presa di posizione, ribadita dal sindaco, aspramente contestata dalle famiglie: da qui il passo indietro, quanto meno sulla riattivazione del servizio - prevista entro la fine di ottobre - ma con l’ipotesi sempre più concreta che a gestirlo sarà una cooperativa. Prospettiva che a mamme e babbi sembra piacere meno di niente. Da qui la missiva al primo cittadino.
Come premessa «vogliamo fare pervenire a Giovannetti e Bresciani - si legge nella lettera - tutto il nostro rammarico anche solo per avere preso in considerazione la possibilità di chiudere la giocheria. Una struttura molto funzionale, un vero punto di forza che supera i confini comunali come testimoniato dal fatto che molti genitori dei comuni limitrofi ci portano i loro figli. Con stupore abbiamo però capito che veleggia la possibilità di sostituire le tre educatrici - Barbara, Elena ed Emanuela - che da sempre si occupano della struttura in modo tanto esemplare quanto unico, con una cooperativa - scrivono i genitori - Barbara, Elena e Emanuela sono l’Eureka e per noi mamme sono insostituibili. Non comprendiamo come tre professionalità, con un’esperienza decennale che sono sempre riuscite a soddisfare le esigenze dei bambini e dei genitori, in modo esemplare, vengano “riciclate” all’interno del Comune: esiste meritocrazia in questa amministrazione? Se sì sapete come fare: lasciate Barbara, Elena ed Emanuela all’Eureka perché senza di loro non sarebbe la stessa cosa. Lì bambini e genitori hanno trovato amore e armonia grazie alla loro passione nel lavoro».
Parole, quelle che le mamme rivolgono a sindaco e assessore, che si prestano a ben poche interpretazioni: l’Eureka funziona grazie all’impegno delle educatrici e sostituirle sarebbe deleterio per l’attività rivolta ai bimbi. —
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