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il bilancio 

Meno spiaggia e più montagne il trend turistico dell’estate

T. B. G.
Meno spiaggia e più montagne il trend turistico dell’estate

Secondo i dati della Pro Loco molti habitué hanno preferito le Apuane Hanno visitato i luoghi magici di Seravezza e Stazzema soprattutto i toscani

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seravezza

Escursionisti e turisti toscani (tanti della provincia di Lucca), in coppia o in famiglia. Un po’ disorganizzati ma curiosi di scoprire l’Alta Versilia e le sue Alpi Apuane: in cerca di eventi caratteristici e posti immersi nella natura, quindi isolati da una spiaggia troppo spesso affollata (nonostante le direttive anti-covid). È questo il profilo del turista che quest’estate ha frequentato i luoghi incontaminati di Seravezza e Stazzema.

Un profilo che emerge dai dati raccolti dall’ufficio informazioni di Seravezza gestito dalla Pro Loco. Il villeggiante tradizionale della Versilia – «alcuni dei quali da anni vengono qui ma non conoscevano le Apuane», spiegano dall’ufficio informazioni – abituato al mare e alla spiaggia, quest’anno ha scoperto l’altra Versilia. Quella che, come caratteristiche, è in antitesi al turismo balneare: assenza di comodità e (molti) servizi, dinamico e all’avventura. Così luoghi come la Desiata e Malbacco, il sentiero che sale a La Cappella o quello che porta al monte Folgorito, il monte Forato, l’Acquapendente a Pruno, e i rifugi come quello di Forte dei Marmi o a Mosceta, e infine tanti altri alpeggi ed escursioni sulle Apuane, sono andati alla ribalta. A sceglierli sono stati soprattutto i toscani.

«In tanti provenienti da città come Prato o Pistoia, che da sempre avevano preferito la riviera ma mai l’entroterra e le Alpi Apuane», spiegano le addette dall’ufficio informazioni. Sono loro ad aver raccolto i dati, come ogni stagione, di ogni utente che ha chiesto informazioni di qualsiasi genere via email, telefonicamente, o di persona. Fra luglio e agosto sono stati circa 2mila i contatti. La maggior parte voleva informazioni sul Parco regionale della Alpi Apuane, i rifugi, le escursioni e gli eventi. I numeri totali sono in linea con quelli del 2019. «Abbiamo riscontrato – spiegano le operatrici –, nonostante il grande interesse per questa zona della Versilia, che le persone erano poco organizzate (non sapendo cosa c’era da vedere o da fare) e improvvisate. Spesso non conoscevano bene dove stavano andando e quindi o partivano tardi, il pomeriggio, per fare certe tipo di escursioni, o con l’abbigliamento non adatto». Ma forse è stata una stagione apripista, un investimento per i prossimi anni. «Crediamo che l’effetto del Covid, che ha inciso su questo tipo di afflusso turistico, abbia cambiato paradigma: sulle Alpi Apuane e nell’Alta Versilia c’è davvero tanto da vedere, alcuni borghi, l’Antro del Corchia o l’area archeo mineraria a Fabbiano, e molti di quei turisti torneranno e lo faranno più attrezzati e istruiti». Manca però un’adeguata promozione del territorio, e una serie di servizi che – in teoria – con l’aumentare della domanda si dovrebbero sviluppare. —

T. B. G.

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