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Caso di Covid in un asilo nido Sezione chiusa, 27 in quarantena
Il bambino era stato sottoposto al tampone per un raffreddore La coordinatrice scuola di ICare: «Rispettati tutti i protocolli di sicurezza»
viareggio
Un bambino che frequenta un asilo nido di Viareggio è risultato positivo al coronavirus dopo aver fatto il tampone in seguito a un raffreddore. Non appena avuto il risultato dell’esame, domenica l’Asl ha contattato la società ICare, che gestisce i nidi della città oltre che la mensa scolastica: i 20 bambini che frequentano la stessa sezione del piccolo e le educatrici che ci lavorano – per un totale di 27 persone – sono stati messi in quarantena. Anche loro si sottoporranno al tampone per verificare l’eventuale contagio.
La sezione del nido – che non rendiamo noto per tutelare la privacy del piccolo – resterà chiusa fino al 29 settembre, quando scadrà la quarantena. Che com’è noto è di 14 giorni e in questo caso decorre dal 15 settembre, l’ultimo giorno di frequentazione del nido da parte del bambino risultato positivo. Che è stato messo a casa dai genitori dopo una settimana di presenza, proprio per la comparsa dei sintomi. È stato il pediatra di famiglia, sulla base dei protocolli, a indicare la necessità di fare il tampone. Previsto anche in caso di un raffreddore, come avvenuto stavolta.
Il nido in questione, come tutti, è diviso in due: sezione fino a 18 mesi (piccoli) e da 18 a 36 mesi (grandi). Ma una delle due resta aperta e attiva. «La chiusura della sola sezione a cui è iscritto il bambino – spiega Stefania Tori, responsabile Covid e coordinatrice del servizio scuola di ICare – è legata al fatto che, per le norme anti-Covid, le nuove sezioni sono fatte a compartimenti stagni: non sono comunicanti tra loro. È stata fatta, comunque, una completa sanificazione sia delle sezione interessata che delle possibili parti in comune con il resto dell’asilo: ingressi, spogliatoi, servizi sanitari». Da ICare tengono a precisare che «sono stati seguiti tutti i protocolli di sicurezza previsti – dice Tori – Riteniamo necessario ribadirlo, perché affrontiamo un anno scolastico molto particolare. E questo temiamo sia solo il primo caso, anche se ci auguriamo il contrario. Abbiamo un’organizzazione specifica che ci consente di rispondere ad ogni situazione nella maniera che è stata indicata dall’Asl: a questo ci atteniamo, per quanto rigide possano essere le regole di prevenzione. È giusto e necessario che sia così». —
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