Gioco
All’asta gli ultimi appartamenti dell’emergenza abitativa
Per fine anno saranno messi sul mercato ancora occupati. Il 9 ottobre, invece, si potrà partecipare per acquistare parte dei diritti di superficie in Passeggiata
viareggio
Gli effetti del fallimento della Viareggio Patrimonio, società interamente pubblica del Comune di Viareggio, continuano a farsi sentire. A farne le spese, a fine anno, saranno i cittadini più deboli, quelli che abitano la cinquantina di appartamenti destinati all’emergenza abitativa, ormai privi di ogni titolo ad abitare le case in questione. Appartamenti che saranno messi in vendita, dunque, come occupati abusivamente e, dunque, facilmente liberali dagli acquirenti.
Venticinque di questi sono all’ex ospedale Tabarracci nella palazzina che vedrà così completata la vendita ai privati. Vendita che né Regione né Comune, in questi anni, hanno ritenuto di scongiurare con dei passi concreti a favore dei più deboli tra i cittadini, ovvero da chi si era trovato in emergenza abitativa e sperava di aver risolto.
Per acquistare le abitazioni da destinare all’emergenza abitativa l’amministrazione dell’allora sindaco Marco Marcucci mise in vendita parte dei diritti di superficie della Passeggiata, rinunciando così ai canoni concessori annui.
Adesso, a società pubblica fallita, anche i restanti diritti di superficie trasferiti dal Comune alla Viareggio Patrimonio sono in vendita, con una prima asta per due preselle fissata al 9 ottobre, offerta minima calcolata a 127.600 euro.
Si tratta di 11 preselle in tutto, dalle quali la curatela fallimentare della Viareggio Patrimonio ritiene di poter ricavare una somma intorno ad 1,5 milioni di euro.
Resta il nodo di quale destino attende l’ala destra dell’ex ospedale Tabaracci, vincolata a Residenza sanitaria assistita e ancora di proprietà della Viareggio Patrimonio al momento del fallimento.
Lo spazio era destinato all’ampliamento della struttura assistenziale all’epoca gestita da Asp oggi diventata ICare, e quotata intorno ai 3 milioni di euro. Il vincolo di destinazione ne abbassa il valore e può far andare deserte le aste.
Perché non ci potrà essere chi acquista spazi per una Rsa a fianco di una Rsa già esistente e per di più gestita da una società interamente pubblica.
A meno che il Comune di Viareggio - chiunque governi da qui in poi - non decida l’acquisto in proprio così da chiudere i conti del dare/avere con la società presieduta da Moreno Pagnini. Scenario che, al momento, rimane tutto aperto. Tra due anni poi toccherà all’illuminazione pubblica affrontare il dilemma amletico in vendita o non in vendita. —
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