Il Tirreno

Versilia

forte dei marmi 

Tornano al Comune le progressioni di carriera

R.F.

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FORTE DEI MARMI

Il Comune di Forte dei Marmi, dopo molti anni, si appresta a riconoscere di nuovo ai dipendenti le cosiddette progressioni di carriera orizzontale, all’interno cioè di ogni singola categoria. Al Forte furono bloccate già nel 2010, perché l’allora ministro Brunetta aveva fermato tutto, e sono tornate poi possibili dopo il 2018. È stato così messo a punto dall’amministrazione comunale con la collaborazione della rappresentanza sindacale unitaria – Rsu composta da Paola Freschi, Fernanda Gatti, Michele Fusani, Pietro Tessandori, Gian Paolo Tommasi e Daniele Bernardini, un nuovo regolamento. Naturalmente la questione è piuttosto calda visto che, salvo rari casi, ad ogni aumento di categoria corrisponderà anche un aumento dello stipendio. Così la Rsu ha voluto sia spiegare pubblicamente i criteri alla base dell'attuale regolamento che prevedono un percorso triennale, sia la correttezza delle decisioni, che non hanno comunque mancato di sollevare qualche polemica.

«Vogliamo tuttavia precisare e ricordare alcuni aspetti importanti dettati da norme di legge non derogabili dai contratti e men che meno dagli accordi aziendali - hanno spiegato ieri mattina dalla Rsu - intanto le progressioni economiche orizzontali debbono essere realizzate facendo ricorso a procedure selettive per garantire imparzialità e trasparenza, poi il numero di beneficiari deve essere circoscritto ad una quota limitata di dipendenti e l'attribuzione va parametrata ai risultati, individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione, oltre che alle competenze professionali acquisite dai dipendenti».

Molte polemiche sono state suscitate dal fatto di non voler ricorrere per queste "promozioni" al solo requisito dell’anzianità dei dipendenti, come forse era un tempo: «Con una nota la Funzione pubblica ha rilevato che l'esperienza professionale non può coincidere con la mera valutazione dell'anzianità di servizio come hanno già spiegato più volte la Corte dei Conti e l’Anci, questo anche se ai fini della progressione economica il dipendente dovrà vantare almeno un periodo minimo di permanenza nella categoria di 24 mesi. Ad ogni modo – concludono i rappresentanti sindacali del Comune - con la parte datoriale è stato deciso di favorire per quanto possibile, con riferimento al 2019 la progressione delle categorie di dipendenti più basse. Le progressioni economiche saranno effettuate poi anche nel 2020 e anche se siamo a settembre chi ne sarà interessato percepirà gli arretrati da gennaio. Mentre non concorrerà più chi è già passato con le risorse del 2019 e che avrà un fermo di carriera di tre anni come accadrà negli anni successivi». — R.F.

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