La protesta
Una settimana di uffici per far votare Thomas, ragazzo in sedia a rotelle
I genitori del diciottenne di Piano di Conca stanno tentando di accedere al voto assistito ma nessuno riesce ad aiutarli
massarosa
Quasi una settimana tra vari uffici ma la storia non è finita. Thomas Della Latta è un ragazzo di 18 anni che vive a Piano di Conca, per lui quella di domenica prossima è una data importante: per la prima volta andrà a votare. Solo che la sua storia è un po’ più complicata di quella degli altri: ha una malattia degenerativa molto rara, la distrofia muscolare di Duchenne, che lo costringe in una sedia a rotelle: i muscoli del suo corpo si atrofizzano e non gli permettono di fare le cose più semplici. Ma l’impegno di Thomas non si ferma: è un ragazzo brillante a scuola (diplomato con 84 al liceo) e con molti sogni nel cassetto (a causa del Covid ha dovuto rimandare un viaggio in Giappone per cui aveva organizzato una raccolta fondi). Adesso vuole mettere il primo timbro alla tessera elettorale. Per questo motivo, alle persone come lui è garantita la possibilità di andare alle urne con un aiuto. Un’opzione di legge chiamata “voto assistito”. Gli elettori che hanno problemi fisici di un certo tipo possono esercitare il proprio diritto di voto con l’assistenza di un altro elettore della propria famiglia. Per poter usufruire di questa opzione è necessario seguire una procedura specifica. Questa procedura si sta trasformando in un calvario per il padre di Thomas: da circa un settimana sta cercando di accedervi ma non riesce ad uscirne.
«È un ragazzo molto intelligente, appassionato di politica, ma la sua malattia lo paralizza – spiega Massimo Della Latta, il padre di Thomas – Ha espresso la sua volontà di andare a votare e noi familiari vogliamo aiutare. Dalle comunicazioni ufficiali sembrava tutto molto facile: bastava andare in comune e farsi fare un timbro. In realtà ho dovuto constatare che non è così. Inizialmente ho telefonato all’anagrafe: lì mi hanno dato un numero di telefono dell’Asl che deve certificare lo stato di Thomas. Abbiamo provato più volte a chiamare. Nessuno che rispondesse. Mi sono deciso ad andare di persona per risolvere il problema. Lì l’infermiera mi ha risposto che non era compito suo, che non poteva aiutarmi. Non solo: la persona competente non era in sede e non era possibile contattarla. Neanche lasciarle un messaggio. Niente. A quel punto mi sono arrabbiato minacciando di chiamare i carabinieri».
L’infermiera, mossa a compassione, decide di aiutare Massimo nella disperata ricerca della persona competente: «Solo dopo numerosi tentativi siamo riusciti sapere che, forse, la persona sarà in sede tra il 17 e il 19 dalle 9 alle 10.30 - e conclude - solo che non ci hanno spiegato come prendere appuntamento e se Thomas deve essere presente. Va considerato che è molto difficoltoso spostare il ragazzo, c’è il rischio inoltre che con queste lungaggini Thomas rischi di non poter votare. Lo trovo sconfortante». —
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